
Winston Churchill disse che non c'è miglior affare per
una nazione che mettere latte nei bambini. Anch'io lo credo e
come genitore mi chiedo: quale latte voglio per i miei figli?
Chi deve darglielo e come? In altre parole mi chiedo come far
crescere i miei figli, non solo fisicamente, ma umanamente.
Due sono gli ambienti nei quali i bimbi maturano: la famiglia
e la scuola e questi debbono cooperare profondamente aiutandosi
nel difficile compito educativo.
Può evitare di finire in un fosso un carro trainato da
due cavalli che vogliono andare in diverse direzioni?
Avere una direzione sola non basta, deve essere quella giusta;
e c'è perfino una cosa più importante: il bambino
devessere il protagonista del processo educativo.
Ogni scelta devessere presa nel suo interesse.
Quello che a me pare che manchi è un dibattito sereno,
un confronto leale.
Io sono disponibile, chi altri lo è?
Su questo ed altri argomenti aspettiamo le vostre osservazioni e domande |
| Sommario |
L'annuale cammino di penitenza della Quaresima è il
tempo della grazia; durante il quale si sale al monte santo della
Pasqua". (Lettera della Congregazione per il culto, 1998).
I fedeli attraverso l'ascolto più frequente della Parola
di Dio ed una più intensa orazione vengono preparati con
la Penitenza a rinnovare le promesse battesimali.
| Sommario |
| "[ ] Padre ho peccato contro il cielo e contro di te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi garzoni. [ ] il Padre lo vide e, commosso, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò" (Lc.15,18-20) |
Il primo passaggio, per la scoperta del Padre, ritengo senz'altro
l'esperienza del perdono: un cristiano può sentirsi veramente
tale solo dopo aver gustato l'abbraccio caldo e accogliente di
un Padre che, dimenticando offese e affronti ricevuti, resta sempre
in attesa di un figliol prodigo che ritorni.
Potrebbe sembrare assurdo il dire, ma nella prospettiva del perdono
è sicuramente necessario, che la tentazione e il peccato
devono esistere, sono necessari, altrimenti uno non può
sentirsi cristiano.
In quest'ottica una donna, un uomo, chiunque voglia mettersi al
seguito di Cristo e si stia impegnando a metterne in atto gli
insegnamenti, non potrà mai dire di aver raggiunto la perfezione;
anzi qualora un cristiano si sentisse con la coscienza a posto,
cioè libero dal peccato, e non si sentisse oggetto di tentazioni
del maligno, dovrebbe temere grandemente per la sua salvezza in
quanto Satana avrebbe già messo una grossa ipoteca sul
suo futuro.
Sempre con l'impegno di non cedere alle tentazioni e di sfuggire
al peccato, in fondo in fondo la presenza del peccato e delle
tentazioni è un banco di prova su cui possiamo sperimentare
l'amore che Dio Padre ci riserva per tutte le volte che, pentiti,
gli chiediamo perdono per le nostre colpe.
| Sommario |

Tavola su cui viene celebrata lEucaristia e su cui il
Signore rende presente il suo sacrificio della Croce e si offre
come cibo al popolo dei credenti.
La denominazione di altare si trova già in Eb. 13,10. Poiché
rappresenta Cristo, laltare è in genere di pietra
e ci rimanda a Cristo pietra angolare. La tavola ci ricorda lUltima
Cena e listituzione dellEucaristia (Mt.26,26-29):
"Ora, mentre essi mangiavano, Gesù prese il pane e,
pronunziata la benedizione, lo diede ai suoi discepoli dicendo:
Prendete e mangiate, questo è il mio corpo. Poi prese il
calice e dopo aver reso grazie, lo diede loro dicendo: Bevetene
tutti, perché questo è il mio sangue dell'alleanza,
versato per molti in remissione dei peccati".
In ogni chiesa deve essere predisposto un solo altare. Non può
essere appoggiato a pareti e deve rappresentare il cuore delledificio,
punto visibile da ogni angolo della chiesa e verso il quale si
rivolge spontaneamente lattenzione dellassemblea.
L'altare di norma è inamovibile, fissato saldamente al
pavimento e all'interno conserva le reliquie di qualche santo;
è ricoperto da una tovaglia e vi trovano posto due o più
candelieri insieme ad una composizione floreale.
Il nostro altare di Dogana, con il basamento in pietra di S. Marino
opera dello scultore di Serravalle Canzio Bardozzi, raffigura
i vendemmiatori e i mietitori che offrono i loro doni a Cristo
che a sua volta li presenta al Padre; è composto da una
grande piana di marmo, e racchiude al suo interno le reliquie
di alcuni martiri. L'altare è stato offerto dai famigliari
di Don Agostino Raimondi in sua memoria.

Luogo elevato, sempre all'interno del presbiterio da cui avviene la proclamazione della parola di Dio; chi accede a quel luogo presta la sua voce a Dio che ammaestra i suoi fedeli, è anche il luogo dell'omelia. Non è invece destinato alla lettura di avvisi e alla proposta di canti. L'ambone presenta per lo più una configurazione artistica ed è dotato di un leggio. Il panno del leggio, nel colore del giorno, caratterizza l'ambone come luogo liturgico. Sovente sul davanti dell'ambone è riportata una breve frase che sintetizza il tema evangelico della domenica.
(G. G.)
| Sommario |

Il termine giubileo deriva dall'ebraico Yobel, vocabolo che
stava ad indicare il montone guida del gregge. Di qui il termine
passò a significare il corno del montone e quindi il suono
di questo e, infine, la festività che con esso si sarebbe
annunciata, secondo le prescrizioni contenute al capitolo 25 del
Levitico. In esso si racconta di come Dio parlò a Mosè,
sul monte Sinai, dando le prescrizioni da osservare nella Terra
Promessa. Fra queste vi era il giubileo, strettamente legato alla
periodicità settenaria:
Quando entrerete nel paese che io vi do, la terra dovrà
avere il suo sabato consacrato al Signore. Per sei anni seminerai
il tuo campo e poterai la tua vigna e ne raccoglierai i frutti;
ma il settimo anno sarà come sabato, un riposo assoluto
per la terra, un sabato in onore del Signore; non seminerai il
tuo campo e non poterai la tua vigna
(Lv 25, 24)
"Il giubileo era, pertanto, un tempo dedicato in modo particolare
a Dio.
Esso cadeva ogni settimo anno, secondo la legge di Mosè:
era "l'anno sabbatico", durante il quale si lasciava
riposare la terra e venivano liberati gli schiavi. L'obbligo della
liberazione degli schiavi veniva regolato da prescrizioni dettagliate
contenute nel Libro dellEsodo (23, 10-11), del Levitico
(25, 1-28), del Deuteronomio (15, 1-6) e cioè, praticamente,
in tutta la legislazione biblica. Nell'anno sabbatico, oltre alla
liberazione degli schiavi, la legge prevedeva il condono di tutti
i debiti, secondo precise prescrizioni e tutto ciò doveva
essere fatto in onore di Dio" (Tertio millennio adveniente,
12).
Quanto riguardava lanno sabbatico valeva anche per quello
giubilare, che cadeva ogni cinquantanni. Nell'anno giubilare
però le usanze di quello sabbatico erano ampliate e celebrate
ancor più solennemente

Leggiamo ancora in Levitico 25, 8-12:
L'utilizzazione dello Yobel (tromba dell'acclamazione) nel
decimo giorno del settimo mese, ossia nel giorno dell'espiazione
(detto anche Kip-pur) sottolinea la solennità e l'atteggiamento
di penitenza con il quale viene introdotto l'anno giubilare.
Si tratta di un giorno solenne in quanto appartiene alla stessa
volontà del Signore la celebrazione dell'anno giubilare;
ma questo rappresenta anche il giorno della richiesta di perdono
giacché si riconosce che, comunque, ogni restituzione di
terreni, di proprietà e di persone suppone la violazione
della legge fondamentale secondo la quale la terra e l'uomo non
appartengono a nessun altro, per quanto si sia ricchi, ma soltanto
al Signore.
"Una delle conseguenze più significative dell'anno
giubilare era la generale emancipazione" di tutti gli abitanti
bisognosi di liberazione. In questa occasione ogni israelita rientrava
in possesso della terra dei suoi padri, se eventualmente l'aveva
venduta o persa cadendo in schiavitù. Non si poteva essere
privati in modo definitivo della terra, poiché essa apparteneva
a Dio, né gli israeliti potevano rimanere per sempre in
una situazione di schiavitù, dato che Dio li aveva riscattati
per sé come esclusiva proprietà liberandoli dalla
schiavitù in Egitto" (Tertio millennio adveniente,
12).
Avrebbe dovuto essere, dunque, una tappa storica e sociale di
fondamentale importanza. L'anno giubileo, amplificazione di quelli
sabbatici, doveva compiere solennemente le scadenze di questi,
sottolineando la provvisorietà della dimensione sociale
stabilita dalle vicende umane, delle proprietà e delle
libertà individuali; Dio infatti era considerato proprietario
e amministratore di tutto il creato. Tale prospettiva veniva a
soddisfare un'esigenza di giustizia sociale, per la protezione
e l'affrancamento, che si proiettava sui poveri e sugli schiavi.
Anche in altre legislazioni di popoli dellOriente Antico
(Mesopotamia) si ritrovano disposizioni simi-li. Ma ciò
che distinse il giubileo, già al suo primo apparire, fu
il forte senso di tempo eccezionale, di pace, di libertà,
di ricomposizione dei rapporti umani. L'anno giubilare doveva
restituire l'eguaglianza tra tutti i figli di Israele.
| Sommario |
Il tempo di quaresima ci interpella sul nostro essere oggi,
nella concreta realtà; ritengo utile riflettere su questo
pensiero che l'illustre statista e fervente cristiano, Alcide
De Gasperi, ci suggerisce.
"Prepararsi alla morte vuol dire fare quotidiana-mente il
proprio dovere con spirito di umiltà e senza far notare
agli altri il peso che si porta.
L'eroismo della perseveranza nelle umiliazioni è molto
difficile e più meritorio del gesto eroico, il quale, in
date circostanze, può riuscire a tutti. ...
Il cristianesimo è misericordia; l'umiltà è
superare la paura del rischio dell'insuccesso e quindi è
azione. Noi portiamo la morte con noi; mano a mano che avanziamo
nella vita moriamo alle cose e in parte a noi stessi."
(A cura di C. M.)
| Sommario |
Nella visita che sta facendo nelle nostre case per portarci
la benedizione pasquale, don Marco è accompagnato idealmente
dal nostro vescovo Paolo.
La Lettera Pastorale che don Marco ci lascia è il messaggio
che il Vescovo vuole fare arrivare, in occasione della quaresima
e della pasqua di quest'anno, a tutti noi, e vuole farci scoprire
la figura di Dio Padre, in quest'anno di vigilia al grande Giubileo
del 2000.
Il messaggio del vescovo Paolo si pone, con un linguaggio semplice e comprensibile, come risposta agli interrogativi che ogni giorno ci passano per la mente, come ad esempio:
Anche le immagini riprodotte ci indicano un itinerario da seguire; a me ha colpito in particolare:
(L. M.)
| Sommario |
1a staz. Gesù è condannato a morte
Anche se l'Autorità può sembrare pesante ed invadente,
è sempre una manifestazione della volontà del Padre.
Preghiamo: Signore, aiutaci ad accettare senza discutere ogni
ordine o disposizione ci venga impartita.
2a staz. Gesù riceve la croce
Il peso del sacrificio è un buon mezzo per scoprire la
vera volontà del Padre.
Preghiamo: Signore, aiutaci a valorizzare ogni occasione di sacrificio.
3a staz. Gesù cade la prima volta
Di fronte ad un Padre non ci si deve scandalizzare di eventuali
cadute.
Preghiamo: Signore, aiutaci a rialzarci dopo ogni peccato.
4a staz. Gesù incontra sua Madre
L'incontro con Maria, la donna del primo sì, è indispensabile
per chi vuol cercare la volontà del Padre.
Preghiamo: Signore, aiutaci a non evitare l'incontro con tua Madre.
5a staz. Gesù è aiutato dal Cireneo
Riconoscerci in questo uomo che accetta di dare il suo aiuto,
è mettersi sulla strada della volontà del Padre.
Preghiamo: Signore perdonaci per ogni volta che ci tiriamo indietro.
6a staz. Gesù è soccorso dalla Veronica
A chi accetta di soccorrere chi ha bisogno, Gesù fa conoscere
il suo vero volto di uomo del dolore.
Preghiamo: Signore, aiutaci a capire che il dolore ci porta a
conoscerti.
7a staz: Gesù Cade la seconda volta
La nostra fragilità umana ci induce a cadere, però
occorre cercare nella volontà del Padre la forza per rialzarsi.
Preghiamo: Signore, aiutaci ad accettare la tua volontà
anche quando finiamo a terra.
8a staz. Gesù consola le pie donne
Manifestare pietosamente il proprio dolore non basta, occorre
far diventare concreta la volontà del Padre.
Preghiamo: Signore, fa che sappiamo operare secondo la tua volontà
e non secondo i nostri sentimenti.
9a staz. Gesù cade la terza volta
Sembra che non si possa evitare di cadere, però bisogna
saper guardare avanti, alla cima del Calvario.
Preghiamo: Signore, facci accettare le nostre miserie per poter
arrivare fino alla tua croce.
10a staz. Gesù è spogliato delle vesti
Accettare la sua volontà è spogliarsi, lasciarsi
spogliare di tutto quanto ci può nascondere dal Padre.
Preghiamo: Signore, perdonaci per ogni volta che non ci lasciamo
spogliare del nostro egoismo.
11a staz. Gesù è inchiodato sulla croce
Non si può capire la volontà del Padre, bisogna
lasciarci penetrare, come da chiodi, per poter aderire alla croce.
Preghiamo: Signore, fa che non ci tiriamo indietro nei momenti
del sacrificio e del dolore.
12a staz. Gesù muore sulla croce
Fare la volontà del Padre vuol dire morire a se stessi,
morire per gli altri.
Preghiamo: Signore, aiutaci ad accettare ogni giorno il nostro
annientamento, per essere tutti tuoi.
13a staz. Gesù è consegnato a sua Madre
La volontà del Padre ti accoglierà esanime,
sfinito, senza vita come le braccia della Madre.
Preghiamo: Signore, fa che sappiamo rifugiarci nel grembo della
tua volontà.
14a staz. Gesù è deposto nel sepolcro
La morte del nostro io sarà fredda e buia come
una tomba, ma solo per una sosta, in vista della Resurrezione
di Cristo.
Preghiamo: Signore, aiutaci a vedere oltre il buio e il freddo
per scoprire la luce della vita eterna, in Cristo risorto
| Sommario |
Segnaliamo all'attenzione di tutti una ricca agenda di appuntamenti
relativi al tempo liturgico che stiamo vivendo:
mercoledì 17 febbraio - Sacre Ceneri
è di precetto per tutti l'astinenza dalle carni e per gli
adulti il digiuno
celebrazione nella chiesa parrocchiale alle ore 20,30.
sabato 27 marzo - benedizione delle uova pasquali
celebrazione nella chiesa parrocchiale alle ore 11.
domenica 28 marzo - Le Palme
celebrazioni nella chiesa parrocchiale con processione delle palme
alle ore 8 e alle ore 11.
martedì 30 marzo - consacrazione degli Oli Sacri
celebrazione nella chiesa cattedrale di Pennabilli alle ore 18.
giovedì 1 aprile - giovedì santo - messa della Ultima
Cena
celebrazione nella chiesa parrocchiale alle ore 20,30.
venerdì 2 aprile - venerdì santo - adorazione della
Croce
è di precetto per tutti l'astinenza dalle carni e per gli
adulti il digiuno:
pio esercizio della Via Crucis al Parco Ausa alle ore 15;
celebrazione nella chiesa parrocchiale alle ore 20,30.
sabato 3 aprile - sabato santo - veglia pasquale
celebrazione nella chiesa parrocchiale alle ore 22,30.
domenica 4 aprile - Pasqua di Resurrezione
celebrazioni nella chiesa parrocchiale alle ore 8 e alle ore 11.
Continuano gli incontri di formazione e di esperienza di preghiera
presso il Monastero delle Clarisse, con la guida di suor Chiara
Gloria e la partecipazione di tutte le sorelle.
Il prossimo, il quarto e ultimo, riguarderà la preghiera
come adorazione e avrà luogo lunedì 15 marzo, alle
ore 20,30 sempre presso il Monastero delle Clarisse di Valdragone.
L'incontro voluto dai catechisti, è aperto a tutti i cristiani
che vogliono conoscere e sperimentare momenti di vera preghiera
Ricordiamo che presso la Redazione sono sempre disponibili i fascicoli
degli incontri precedenti:
· 1° incontro - la preghiera liturgica,
· 2° incontro - lectio divina (con la Parola di Dio),
· 3° incontro - la preghiera mentale.
Chi volesse approfondire questi argomenti può sempre richiedere
questi fascicoli gratuitamente.
"Pensa ad un numero (non troppo grande);
raddoppialo,
aggiungi 4,
ed ora dividi tutto per 2.
Al risultato ottenuto togli il numero che avevi pensato all'inizio.
Ebbene ti è venuto 2!
Sai spiegarne il perché?
una ricetta di magro per la quaresima
(dose per 4 persone)
Si cuociono al dente 300 grammi di fagioli cannellini, già
messi a bagno il giorno prima, si scolano, si mettono in un tegame
con 1 cipolla e 2 spicchi di aglio tritati, mezzo bicchiere di
olio d'oliva extra vergine e 2 mestoli di acqua di cottura. Si
fa riprendere il bollore, si uniscono 2 manciate di stridoli e
si fa finire la cottura a fiamma bassa per ancora una buona mezz'ora,
mescolando di tanto in tanto.
(Da AA.VV: Erbe e fiori a Chiesanuova, S.Marino 1998)
Direttore responsabile:don Marco Guidi |
Comitato di redazione:Paolo Benvenuti (P. B.)Giovanni Ceccoli (G. C.) Gilberto Grossi (G. G.) don Marco Guidi Leandro Maiani (L. M.) Claudio Mancini (C. M.) |
Redazione:Casa parrocchialevia A. Giangi, 40 - Dogana (RSM) |