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Il cielo in
Cattedrale
Pellegrinaggio
dell'Agesci

Un
mare di divise celesti. Gli scouts hanno celebrato il loro Giubileo
salendo in cattedrale il 9 dicembre. Si sono dati appuntamento a Fermo: i
lupetti e le coccinelle nella chiesa di S. Francesco, gli Esploratori e le
Guide al Seminario, i Rovers e le Scolte nella Chiesa di S. Caterina.
Partendo da strade diverse hanno camminato verso un'unica meta: la
Cattedrale. Sono stati accolti dall'Arcivescovo e confermati sul tema
"La mia famiglia è il mondo e Cristo è il mio Giubileo".
Provenivano da due zone: Ascoli e Macerata. La Diocesi di Fermo infatti si
stende a cavallo delle due province.
Per la zona di Macerata responsabile è Enrico Perotti: "Un saluto
fraterno - ha detto - va a questa comunità scout riunita insieme al suo
pastore attorno al Signore, da parte della Zona Agesci di Macerata che
sono qui a rappresentare. Sono felice di potervi raccontare brevemente la
nostra zona scout che è abbastanza ampia, perché i 15 gruppi che ne
fanno parte sono distribuiti in maniera particolarmente variegata lungo la
vallata del fiume Chienti, da Tolentino fino a Civitanova Marche,
estentendosi poi sulla costa fino a Porto Recanati. Chiaramente Macerata e
Civitanova Marche sono le due cittadine in cui si insediano il maggior
numero dei gruppi della zona. Nove di questi quindici gruppi vivono il
loro essere Chiesa nella Diocesi di Fermo. Lo scoutismo maceratese offre
un'occasione di crescita e di gioia a circa 1100 ragazzi, grazie alla
disponibilità di 250 Capi educatori, con un continuo aumento di censiti e
con una pressante richiesta da parte di alcuni Paesi e Parrocchie per
tentare l'apertura di nuove Comunità Scout".
Il responsabile della zona maceratese ha presentato il Progetto Educativo
con i seguenti tre obiettivi: ogni ragazzo diventi (1) protagonista della
sua crescita nei giochi, nella squadriglia, sulla strada e (2) in tutto ciò
non sia mai solo e (3) venga preso per mano. Ha quindi richiamato
l'importanza di assistenti ecclesiastici: "comprendiamo l'importanza
e la necessità di forti testimonianze di vocazione come per esempio
quelle dei nostri assistenti ecclesiastici, molti capi trovano giovamento
nella collaborazione con i loro sacerdoti e con tutta la comunità
parrocchiale, ma nel contempo molto numerosi sono anche i gruppi che
soffrono e invocano una presenza di queste indispensabili guide".
Poi è stata la volta del responsabile della Zona Faleria, un capo di
Porto S. Giorgio: Simone Tascini.
"Noi anche se così giovani, - ha detto - veniamo da un lungo cammino
sulla strada della vita concreta, dove abbiamo incontrato e incontriamo
tutte le certezze e le contraddizioni, le soddisfazioni e le delusioni, i
fallimenti, i risultati, la gioia; la strada della vita che costituisce il
nostro patrimonio umano, dove la nostra Associazione lavora, dove la fede,
che ciascuno di noi ha avuto in dono si confronta e cresce. Veniamo da un
territorio ben definito che chiamiamo Zona Faleria, composta da 9 gruppi
scout.
Siamo un grande esercito: 120 Capi, 200 Lupetti e Coccinelle, 300
Esploratori e Guide, 100 Rovers e Scolte". Poi dopo aver ringraziato
perché, "in questa penuria generale di preti" l'Arcivescovo ha
voluto mantenere ancora assistenti ecclesiastici, seppure part-time, il
responsabile della Zona Faleria ha affermato che "sono fondamentali
punti di riferimento del cammino di formazione e di fede"; quindi ha
concluso "Non sempre ci scopriamo belli ed impeccabili; a volte nello
specchio ci vediamo perdenti e delusi. Ma abbiamo la nostra arma segreta:
la nostra giovinezza, fatta di iniziativa, di entusiasmo, di voglia di
vivere e di avventura, che ci restituisce di nuovo il buon umore, la
carica e l'impegno. Siamo convinti che lo scoutismo non è un camminare da
soli, ma una cordata di fratelli, l'uno responsabile dell'altro; è una
ricchezza da offrire in solidarietà per tutti. Non è un riempire il
tempo di attività, ma un dare senso a ciò che si fa".
Quindi ha concluso dicendo: "lo scoutismo, anche per un Vescovo è
condividere la fatica della strada, coltivare il senso dell'avventura per
essere non solo scout, ma anche persona che sa offrire sentieri
inesplorati".
L'Arcivescovo Gennaro è stato felice di vedere la Cattedrale riempirsi
del cielo, il colore delle camicie scout. Ha esortato ad avere il cielo
anche dentro, nel cuore, nella mente, nella volontà. "L'Agesci - ha
detto - è un'espressione della Chiesa e la Chiesa non mancherà di
accompagnarvi nominando assistenti ecclesiastici".
enne



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