F. C. P. numero 22 del 25 dicembre 2000** Natale del Signore**

Editoriale

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Il cielo in Cattedrale

Pellegrinaggio dell'Agesci

Un mare di divise celesti. Gli scouts hanno celebrato il loro Giubileo salendo in cattedrale il 9 dicembre. Si sono dati appuntamento a Fermo: i lupetti e le coccinelle nella chiesa di S. Francesco, gli Esploratori e le Guide al Seminario, i Rovers e le Scolte nella Chiesa di S. Caterina. Partendo da strade diverse hanno camminato verso un'unica meta: la Cattedrale. Sono stati accolti dall'Arcivescovo e confermati sul tema "La mia famiglia è il mondo e Cristo è il mio Giubileo".
Provenivano da due zone: Ascoli e Macerata. La Diocesi di Fermo infatti si stende a cavallo delle due province.
Per la zona di Macerata responsabile è Enrico Perotti: "Un saluto fraterno - ha detto - va a questa comunità scout riunita insieme al suo pastore attorno al Signore, da parte della Zona Agesci di Macerata che sono qui a rappresentare. Sono felice di potervi raccontare brevemente la nostra zona scout che è abbastanza ampia, perché i 15 gruppi che ne fanno parte sono distribuiti in maniera particolarmente variegata lungo la vallata del fiume Chienti, da Tolentino fino a Civitanova Marche, estentendosi poi sulla costa fino a Porto Recanati. Chiaramente Macerata e Civitanova Marche sono le due cittadine in cui si insediano il maggior numero dei gruppi della zona. Nove di questi quindici gruppi vivono il loro essere Chiesa nella Diocesi di Fermo. Lo scoutismo maceratese offre un'occasione di crescita e di gioia a circa 1100 ragazzi, grazie alla disponibilità di 250 Capi educatori, con un continuo aumento di censiti e con una pressante richiesta da parte di alcuni Paesi e Parrocchie per tentare l'apertura di nuove Comunità Scout".
Il responsabile della zona maceratese ha presentato il Progetto Educativo con i seguenti tre obiettivi: ogni ragazzo diventi (1) protagonista della sua crescita nei giochi, nella squadriglia, sulla strada e (2) in tutto ciò non sia mai solo e (3) venga preso per mano. Ha quindi richiamato l'importanza di assistenti ecclesiastici: "comprendiamo l'importanza e la necessità di forti testimonianze di vocazione come per esempio quelle dei nostri assistenti ecclesiastici, molti capi trovano giovamento nella collaborazione con i loro sacerdoti e con tutta la comunità parrocchiale, ma nel contempo molto numerosi sono anche i gruppi che soffrono e invocano una presenza di queste indispensabili guide".
Poi è stata la volta del responsabile della Zona Faleria, un capo di Porto S. Giorgio: Simone Tascini.
"Noi anche se così giovani, - ha detto - veniamo da un lungo cammino sulla strada della vita concreta, dove abbiamo incontrato e incontriamo tutte le certezze e le contraddizioni, le soddisfazioni e le delusioni, i fallimenti, i risultati, la gioia; la strada della vita che costituisce il nostro patrimonio umano, dove la nostra Associazione lavora, dove la fede, che ciascuno di noi ha avuto in dono si confronta e cresce. Veniamo da un territorio ben definito che chiamiamo Zona Faleria, composta da 9 gruppi scout.
Siamo un grande esercito: 120 Capi, 200 Lupetti e Coccinelle, 300 Esploratori e Guide, 100 Rovers e Scolte". Poi dopo aver ringraziato perché, "in questa penuria generale di preti" l'Arcivescovo ha voluto mantenere ancora assistenti ecclesiastici, seppure part-time, il responsabile della Zona Faleria ha affermato che "sono fondamentali punti di riferimento del cammino di formazione e di fede"; quindi ha concluso "Non sempre ci scopriamo belli ed impeccabili; a volte nello specchio ci vediamo perdenti e delusi. Ma abbiamo la nostra arma segreta: la nostra giovinezza, fatta di iniziativa, di entusiasmo, di voglia di vivere e di avventura, che ci restituisce di nuovo il buon umore, la carica e l'impegno. Siamo convinti che lo scoutismo non è un camminare da soli, ma una cordata di fratelli, l'uno responsabile dell'altro; è una ricchezza da offrire in solidarietà per tutti. Non è un riempire il tempo di attività, ma un dare senso a ciò che si fa".
Quindi ha concluso dicendo: "lo scoutismo, anche per un Vescovo è condividere la fatica della strada, coltivare il senso dell'avventura per essere non solo scout, ma anche persona che sa offrire sentieri inesplorati".
L'Arcivescovo Gennaro è stato felice di vedere la Cattedrale riempirsi del cielo, il colore delle camicie scout. Ha esortato ad avere il cielo anche dentro, nel cuore, nella mente, nella volontà. "L'Agesci - ha detto - è un'espressione della Chiesa e la Chiesa non mancherà di accompagnarvi nominando assistenti ecclesiastici".

               enne