Catechismo,
Seminario, Madonna del Pianto
L'eredità
spirituale di Mons. Norberto Perini a 23 anni dalla morte

Si insegna il
Catechismo ai piccoli; ma che cosa si insegna ai giovani dai 15 anni ai
18? a quelli dai 18 anni in su? ai giovani che si preparano a formare la
loro famiglia? ai genitori che hanno figli a cui devono insegnare quello
che non sanno?" Così fin dai primi anni di Episcopato scriveva mons.
Norberto Perini scomparso il 9 dicembre di 23 anni fa all'età di circa 90
anni.
Insieme al Catechismo le sue preoccupazioni erano la cura particolare al
Seminario e la devozione alla Madonna.
Alle porte del 2001, anno dedicato alla Madre di Dio, non si può non
ricordare questo pastore che tanto ha dato alla Diocesi di Fermo.
Mons. Perini chiedeva ai sacerdoti un generoso e vero zelo nel campo della
Dottrina, se non si voleva vedere tutte le buone tradizioni sgretolarsi
come vecchi armadi a cui un tarlo invisibile rosicchiava i piedi.
Nelle sue disposizioni il Catechismo ebbe una posizione eminente. Basta
pensare ai concorsi catechistici, alle premiazioni solenni a cui egli
partecipò con gioia. Basta pensare all'ufficio catechistico di Fermo, così
organizzato e funzionante da costituire un vero modello.
Nessuno potrà mai dire quanto Mons. Perini abbia amato il Seminario.
Molte volte di sua mano egli scrisse: "La costruzione del Semianrio
dev'essere aiutata; bisognerà che la Diocesi si interessi per molti e
molti anni ancora"; e un'altra volta: "Urge la raccolta di
fondi, l'edificio è salito fino al tetto, ed è meraviglioso a vedersi là,
sul colle Vissiano, ma dev'essere pagato".
Amava molto anche i seminaristi. Li chiamava con i nomi più belli che
egli sceglieva dal suo ricco vocabolario: "I cari allievi del
Seminario", "i cari giovani, sul fior degli anni, cui brillano
in cuore i più belli ideali", "giovinezza eletta",
"speranza della Chiesa", "anime di Fanciulli segnate da una
vocazione sommessa, ancora misteriosa, come misteriosa è la potenza della
terra solcata dall'aratro".
Egli si preoccupava
delle vocazioni e scriveva ai suoi preti: "Bisogna insistere perché
i ragazzi migliori entrino in Seminario subito dopo la quinta
elementare"; e invitava le parrocchie più numerose e meglio fornite
a istituire una borsa di studio da assegnare a un ragazzo di prima media:
"Basterebbe, per alcune parrocchie, fare, per qualche anno, risparmio
su spari, fuochi artificiali e bande d'Abruzzo, in occasione di feste
Patronali e interessarne le zelatrici del Seminario".
Mons. Perini visitava spesso il Seminario, si intratteneva nelle varie
classi. Una volta indirizzò ai suoi sacerdoti questa lettera:
"Mentre scrivo un gruppo di giovani nel Semianario sta facendo i
Santi Esercizi. Quando voi leggerete, questo gruppo di giovani avrà
sentito passare nell'anima il soffio dello Spirito Santo, e sarà
diventato un gruppo di sacerdoti come voi, come noi". Pregava i
Sacerdoti anziani di accoglierli con letizia, con festa, a braccia aperte,
con cuore largo, e le espressioni potrebbero continuare, ma egli preferiva
riassumerle tutte con la parola "carità", che è tutta
cristiana ed ha una comprensione immensa. Essi portano una ricchezza
spirituale di studio, di pietà e di disciplina accumulata in tanti anni,
e una freschezza meravigliosa di ideali e di volontà, tesori di valore
incalcolabile. "In compenso - egli scriveva ai parroci - essi
chiedono una giusta valutazione degli elementi che costituiscono il loro
tesoro, ed un aiuto che sostenga il loro entusiasmo, il quale è come un
vaso; se è vuoto poco vale, ma per aumentargli il valore, mica lo
infrangi contro una roccia, ma lo riempi di qualche liquore prezioso, che,
nel caso nostro, è il liquore della nostra esperienza, raccolto tra i
triboli e le spine".
Mons. Norberto Perini ha lasciato poi un esempio luminoso di come amare la
Madonna. Quando Pio XII indisse l'anno mariano dall'8 dicembre 1953 all'8
dicembre 1954, Mons. Perini lo annunciò al popolo come un anno di grazia.
Egli stesso si mise a disposizione per celebrare la S. Messa nelle
parrocchie che lo invitavano, e raccomandava tridui, corsi popolari di
teologia mariana e la Visitatio Mariae, casa per casa, contrada per
contrada con la consacrazione al Cuor Immacolato di Maria. In modo
particolare raccomandava di partecipare al pellegrinaggio marchigiano a
Lourdes dal 23 al 29 luglio.
"A Lourdes bisogna andarci - disse - per ritrovarci con le folle che
pregano e cantano, per vedere gli ammalati che han tanta fiducia davanti
alla Grotta. Bisogna andarci col proposito di ritornare migliori per
grazia della Madonna".
Mons. Perini ebbe una devozione filiale per la Madonna del Pianto. Per i
giovani che erano fuggiti sui monti per non presentarsi al comando
tedesco, Sua Eccellenza fece stampare un'immagine della Madonna del Pianto
con una preghiera affettuosissima.
Ad essa affidò la salvezza di Fermo disponendo che il mese di maggio del
1944 si svolgesse tutto in Duomo davanti al suo simulacro. E la Cattedrale
era sempre gremita, la gente si sentiva al sicuro vicino alla Madonna e
non si muoveva di là neppure quando le sirene chiamavano nei rifugi.
enne