FCP  numero 18 del 15 novembre 2000


Sommario

 

Editoriale

Gialli come il sole

Pellegrinaggi Vicariali in Cattedrale

Giubileo MIssionario dei popoli

Musica per la missione

Padre Cruciani in Egitto

INSERTO a cura dell'Ufficio per la Pastorale Familiare

Gesù sorgente di vita per i popoli

O tutto o niente!

Presto che è tardi

Don Ernesto Ricci, il "don Bosco di Fermo"

Relazione della Commissione Presbiterale Regionale

FCP su Internet

Mosè, Giosuè, Gesù

Miglior tema sul Grande Giubileo

Brevi

Giubileo nei francobolli

Ero forestiero

In ricordo di...

 


Gesù sorgente di vita per tutti

Veglia missionaria Diocesana

Un pozzo e un secchio. Questa la coreografia predisposta in Cattedrale a Fermo per la Veglia missionaria di venerdì 20 ottobre presieduta da mons. Arcivescovo accompagnato da mons. Giovanni Messi, vescovo in Brasile e da 47 anni in quella terra. È stata una donna del Vangelo, la samaritana, a unificare i vari momenti della celebrazione iniziata alle ore 20,30.
La samaritana infatti è il simbolo dell'intera umanità che invoca quell'acqua viva che Gesù, al pozzo di Sichem, ha dichiarato di possedere. È stata proprio l'acqua il segno con cui si è iniziato. L'Arcivescovo, dopo aver benedetto l'acqua e asperso tutti i presenti, ha chiesto a tutti di avvicinarsi a due a due al secchio appoggiato al pozzo bagnando la mano destra e facendo il segno di croce al vicino.
L'acqua è un segno di purificazione e un segno di verità davanti a Dio che in Gesù chiede all'uomo l'acqua da bere.
È la prima richiesta alla samaritana: "Dammi da bere". Con questo invito Gesù inizia la sua missione con la samaritana assetata non solo di acqua, ma di amore e di verità. Gesù chiede acqua ma poi è lui stesso che offre l'acqua della vita e trasforma la samaritana in apostolo.
"Il fuoco della missione si accende quando lo Spirito Santo trasforma i nostri cuori - si legge nella lettera dei Vescovi alle comunità cristiane L'amore di Cristo ci sospinge -. Lo Spirito opera due miracoli assolutamente necessari per la missione: trasforma il discepolo in missionario e attualizza l'evento storico di Gesù".

Il Vescovo ha rivolto la sua omelia ai presenti richiamando l'importanza della Cattedrale come segno di una comunità che ha evangelizzato il fermano. "È la cattedrale - ha detto l'Arcivescovo - il segno delle nostre radici perché ci riporta alle origini del cristianesimo". Poi ha esortato tutti ad essere missionari ripetendo: "Una chiesa che non è missionaria non è vera". "Oggi in Italia - ha proseguito - non è più normale essere cristiani. Non è più normale conoscere Cristo. Le agenzie comunicative preferiscono parlare di oroscopo o di segni zodiacali piuttosto che far conoscere il santo del giorno. Tanti cercano la magia". È in questo ambiente che bisogna essere missionari. "Se sei cristiano sei missionario. - ha ripetuto più volte l'Arcivescovo -. Se non sei missionario non sei cristiano. E se un cristiano non è vera acqua, non è vero fuoco, non è sale, non è lievito a che serve?". Con forza l'Arcivescovo ha richiamato a controbattere una mentalità laicista diffusa in tutti gli strati del nostro paese soprattutto "durante l'anno santo donando la fede che fa grande la nostra vita non solo in modo personale, ma in maniera anche comunitaria come questa sera".
Il Vescovo nella sua riflessione ha ricordato i missionari che testimoniano con il sangue la propria fedeltà a Cristo in Africa, in Asia, in America latina.
Ma è stato padre Gregorio Cibwabwa, originario del Congo ed ora cappellano in Ospedale a Fermo che ha reso presente la situazione drammatica della sua terra e delle altre nazioni africane. "Stiamo aspettando - ha detto - che i grandi della terra non ci facciano morire di fame e di sete. Ringrazio la chiesa italiana che ha comprato il debito estero di due nazioni africane. La mia nazione, il Congo, non beneficerà di questa opportunità. Ma vi ringrazio ugualmente. Solo 8 nazioni su 52 possono beneficiare di questi aiuti che provengono dal Giubileo. È come una madre con 52 figli di cui solo 8 ricevono un aiuto". Poi padre Gregorio ha presentato il Congo come un paese in guerra dove si vive alla giornata ma dove la Chiesa è giovane e più forte. "La sofferenza - ha proseguito - ci ha portato a scoprire di più Dio". Poi ha detto che lui è un frutto della missione. Tante diocesi europee hanno mandato fondi e sacerdoti in Africa. Oggi l'Africa è islamizzata. Quella che un tempo era la terra di Cipriano, di Agostino, di Perpetua e Felicita è terra in cui è difficile essere missionari.
Il problema dell'Islam è stato anche ripreso da Luigina Partenope, una dottoressa in chimica che, durante l'estate, ha svolto un servizio di volontariato in Siria. Ha aiutato a far partire un caseificio tenuto da cristiani. Anche in quella terra è difficile testimoniare Gesù Cristo perché la maggior parte della popolazione è musulmana. Per aiutare la piccola presenza cristiana in Asia minore è necessario dare un lavoro che permetta di sopravvivere. Luigina Partenope ha insegnato a fare yogurt, a programmare una rete di vendita e a perfezionare la lavorazione dei prodotti caseari, molto ricercati in quella regione. Essere missionari significa anche spendere un po' del proprio tempo per un piccolo servizio come ha fatto lei.
Dopo l'Africa e l'Asia, Mons. Giovanni Messi, vescovo brasiliano, ha presentato quella nazione così smisurata come un continente.
"La speranza del popolo brasiliano - ha detto - è Gesù Cristo. Il 70 per cento della popolazione è costretta a celebrare solamente il culto della Parola di Dio perché non ci sono presbiteri. La forza del Brasile sono i laici. Hanno capito di essere i protagonisti anche della evangelizzazione". Il Vescovo brasiliano ha poi ricordato i tanti martiri brasiliani la cui fonte del martirio è solo in Gesù eucaristia. "È l'eucaristia - ha detto - il sacramento intorno al quale si raccoglie la Chiesa brasiliana. Infatti si stanno celebrando molti congressi eucaristici Diocesani in preparazione al Congresso eucaristico nazionale. Un'altra forza del Brasile è la Madonna".
Con la Parola di Dio, con l'Eucaristia e con protezione misericordiosa di Maria il Brasile sconfigge la corruzione, l'oppressione, le bugie organizzate dai mass media per ingannare i poveri.

      ndg                                    

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