|
Sommario

Editoriale
Gialli
come il sole
Pellegrinaggi
Vicariali in Cattedrale
Giubileo
MIssionario dei popoli
Musica
per la missione
Padre
Cruciani in Egitto
INSERTO
a cura dell'Ufficio per la Pastorale Familiare
Gesù
sorgente di vita per i popoli
O
tutto o niente!
Presto
che è tardi
Don
Ernesto Ricci, il "don Bosco di Fermo"
Relazione
della Commissione Presbiterale Regionale
FCP
su Internet
Mosè,
Giosuè, Gesù
Miglior
tema sul Grande Giubileo
Brevi
Giubileo
nei francobol
li
Ero
forestiero
In
ricordo di.
|
|
Pellegrinaggi
Vicariali in Cattedrale

Vicaria
di Sant'Elpidio a Mare

La Diocesi di Fermo
ha organizzato il pellegrinaggio giubilare vicariale alla Cattedrale da
ottobre a dicembre.
Domenica 15 ottobre è stata la volta della Vicaria di Sant'Elpidio a
Mare, comprendente le parrocchie di Porto Sant'Elpidio, Sant'Elpidio a
Mare, Casette d'Ete, Cascinare.
Numerosi fedeli si sono ritrovati presso la chiesa di S. Domenico, dove si
è svolta la liturgia iniziale, presieduta dal Vicario foraneo, don Luigi
Mancini, accompagnato da tutti i parroci della Vicaria stessa.
Tra canti inneggianti il Signore e la banda musicale si è dato inizio al
rito di apertura del pellegrinaggio, con il seguito della lettura del
Vangelo e del brano tratto dalla Bolla di Indizione del Giubileo dell'anno
2000, brevemente commentato dal Vicario foraneo.
Il Diacono ha dato l'avvio alla seconda parte del pellegrinaggio: la
processione verso la Cattedrale, chiamando, nell'ordine, parrocchie,
associazioni e autorità presenti. Tutto ciò realizza simbolicamente uno
degli aspetti del Giubileo. Accanto al camminare materialmente, il
pellegrinaggio vuole indicare ad ogni cristiano la necessità di compiere
passi di conversione per adeguare la mente e il cuore alle prospettive di
Gesù. In questo senso l'essere pellegrino è una dimensione permanente
della vita cristiana continuamente protesa verso una crescente maturità
in Cristo.
Sotto una pioggia scrosciante, che secondo me ha voluto richiamare la
purificazione attraverso l'acqua delle nostre anime dal peccato,
processionalmente si è giunti alla Cattedrale dove il Vescovo ed il
Vicario Generale hanno accolto i pellegrini. Ha avuto quindi inizio la
terza parte del Pellegrinaggio: la solenne celebrazione dell'Eucarestia.
Poi don Luigi ha presentato le caratteristiche storiche, geografiche ed
antropologiche della Vicaria, ha richiamato l'opera svolta dai laici, ma
ha anche evidenziato i problemi che emergono nella quotidianità, ha
puntato al richiamo forte della carità, della speranza, della comunione e
condivisione, valori che devono connotare le nostre comunità.
Sua Eccellenza Monsignor Gennaro Franceschetti ha celebrato l'Eucaristia
in una Cattedrale gremita di laici, di associazioni, di rappresentanti
politici locali e provinciali. Nell'omelia ha ricordato il Giubileo
indetto a due millenni dall'Incarnazione come l'evento che ha dato inizio
a quel tempo di grazia il cui "oggi" non è mai stato esaurito
dalla storia. Il farsi carne del Verbo di Dio ha compiuto l'ingresso del
divino nell'umano, dell'eterno nel tempo, realizzando una solidarietà
sempre attuale con il mondo. La Chiesa è un corpo ministerialmente
strutturato ed il vescovo che la guida e la presiede varcando per primo la
soglia della Cattedrale mostra che Cristo è la vera porta per mezzo della
quale i credenti hanno accesso al Padre, sottolineando così la sua
personale responsabilità nel servizio alla Diocesi. Egli che la presiede
ad immagine dell'unico pastore che è Cristo, è chiamato a comprendere e
a vivere per primo le esigenze della fede per trasmetterle in maniera
credibile al popolo che gli è affidato; da parte loro i laici, in
comunione, in con-divisione devono impegnarsi con coerenza, attraverso la
comunità ecclesiale, per testimoniare sempre l'amore di Cristo.
All'Offertorio sono stati donati prodotti tipici della Vicaria, segni
tangibili del lavoro onesto della nostra realtà. Scambiandosi gesti di
pace tutti si sono comunicati del Corpo del Signore.
Il Vescovo chiamando intorno a sé i bambini ha dato la benedizione ai
partecipanti che difficilmente dimenticheranno una solennità così forte,
densa di valori e significati profondi, con la Chiesa chiamata a
percorrere nel nuovo millennio un cammino che incroci efficacemente le
strade degli uomini del nostro tempo e raggiunga anche coloro che
manifestano ostilità ed indifferenza.
Il pellegrinaggio giubilare acquisisce uno spessore evangelico capace di
rinnovare l'essere della Chiesa e la sua testimonianza nel mondo.
m.c.

Vicaria
di Montegiorgio
Una grande
manifestazione di Fede per la Vicaria! Un’esperienza indimenticabile,
tappa significativa dell’itinerario giubilare, autentica espressione di
una comunità in cammino per incontrare Cristo Salvatore ed essere sempre
più Chiesa viva.
La gioia è ancora ben impressa nei cuori dei pellegrini che nel
pomeriggio di domenica 22 ottobre hanno affollato la cattedrale di Fermo
stringendosi attorno al proprio Vescovo. E’ gioia profonda, convinta,
contagiosa, scaturita dal dono della conversione, dal sentirsi perdonati
ed amati, dalla presenza di Gesù, compagno di viaggio, Pellegrino che ha
portato sulla terra il modo di vivere del cielo insegnandoci l’Amore.
Ed è proprio all’insegna dell’Amore che la giornata è stata attesa,
preparata, vissuta.
Per la prima volta l’intera Vicaria si è attivata. Superando
campanilismi, individualismi e ogni tipo di distanza, si sono unite tutte
le forze in una forma di collaborazione concreta, a largo raggio, che ha
cercato di coinvolgere tutti: sacerdoti e sindaci, associazioni religiose,
civili e di volontariato, mondo della scuola e della famiglia, realtà
parrocchiali e giovanili.
Massiccia è stata la partecipazione: circa mille e cinquecento i fedeli
presenti, provenienti dalle 13 parrocchie della Vicaria di Montegiorgio
comprese in 10 comuni.
Fin dalle ore 14.30, solennemente accolti dalla Banda Musicale
montegiorgese - che ha legato i diversi momenti della celebrazione -, i
pellegrini hanno cominciato ad affluire nella chiesa stazionale di S.
Domenico per la liturgia iniziale. Mentre i gruppi ordinatamente
prendevano posto all’interno della basilica, il coro provava i canti.
Nel raccoglimento ognuno predisponeva l’animo per ricevere la grazia
giubilare e avvicinarsi al sacramento della confessione, qualora non
avesse potuto viverlo nella propria parrocchia. Arrivato infine da
Grottazzolina, dopo due ore di tragitto a piedi, un drappello di circa
quaranta persone, tra cui il parroco don Piero Quinzi, puntualmente si è
dato inizio al rito di apertura.
Dopo l’accoglienza, la riflessione sulla spiritualità e sul significato
del Pellegrinaggio proposta dal Vicario di zona, don Gianni Dichiara.
E poi tutti in processione alla volta della Cattedrale! Dietro alla Croce,
cantando litanie, elevando preghiere e suppliche, incedevano le varie
Confraternite, le associazioni religiose, la banda, i ragazzi della scuola
e quelli del catechismo, i portatori di doni, i chierichetti, il coro, i
lettori; seguivano i sacerdoti e il Vicario foraneo, i sindaci e le
rappresentanze civili; infine i fedeli delle parrocchie contrassegnate dal
nome dei paesi.
Sulla soglia del Duomo, all’Arcivescovo, che attendeva paternamente lo
stuolo di pellegrini, sono state singolarmente presentate tutte le comunità,
nelle persone dei parroci, dei vicepresidenti dei consigli pastorali, dei
sindaci, tutti presenti.
Varcata significativamente la Porta della Cattedrale, ha avuto così
inizio la celebrazione dell’Eucaristia, preceduta da una relazione del
Vicario foraneo sulla Vicaria. Con grande raccoglimento i fedeli hanno poi
accolto le parole dell’Arcivescovo che invitava ad una partecipazione
numerosa e significativa alla Messa comunitaria domenicale, sollecitava
altresì il superamento delle divisioni politiche e la collaborazione tra
amministrazioni e parrocchie.
Molto partecipata e intensamente vissuta, la processione offertoriale ha
visto una lunga teoria di famiglie presentare i doni per il sacrificio
eucaristico, assieme ai frutti della terra e del lavoro umano della nostra
zona, alle offerte in denaro destinate all’apertura di una porta aperta
per i più poveri e alla costituzione di un centro giovanile in una
Vicaria che ne abbia maggior bisogno. Si sperimentava un alone di sacralità
che metteva anche la commozione nel cuore. I cesti erano allestiti con
cura: da ognuno di essi traspariva l’amore della comunità che l’aveva
preparato. Il Vescovo aveva una parola e un gesto d’affetto per
ciascuno, faceva sentire tutti a casa.
Nel complesso tutto in questa giornata è stato armonia, sincronia tra le
parti, unità. Ogni fase si è accordata perfettamente con la successiva.
In tal senso, rilevante è stata anche la fase propedeutica articolata in
momenti di catechesi, incontri di preghiera, riunioni per
l’organizzazione tecnica: dalla suddivisione dei compiti
all’assegnazione dei posti destinati alle varie Comunità e
associazioni, dall’ordinamento processionale alla predisposizione dei
doni per l’Offertorio, dalla formulazione di preghiere alla
distribuzione delle letture, dalla individuazione di un servizio
organizzativo efficiente alla creazione di una corale vicariale, dalla
scelta dei canti alle relative prove. Al riguardo un membro del consiglio
pastorale di Montappone così commenta : "Ogni gruppo, con profondo
senso di responsabilità e con grande disponibilità, si è attivato per
rendere la cerimonia giubilare ricca di spiritualità. Durante i momenti
di incontro ognuno è stato compagno di viaggio dell’altro, ha
instaurato rapporti di dialogo e di fratellanza, ha vissuto
un’esperienza concreta di cammino verso una meta comune".
Mettere insieme le forze più vive delle parrocchie: ecco un nuovo modo di
far pastorale. "Siamo ancora agli inizi – sottolineava in effetti
il Vicario foraneo al Vescovo - e ne avvertiamo già tutta la
bellezza." A contatto, infatti, i giovani hanno trovato una
dimensione più ampia. Basti solo considerare l’esperienza del coro che,
attraverso numerose e proficue prove, effettive occasioni di crescita e di
scambio, si è preparato ad animare con tale armonia la celebrazione, da
contribuire efficacemente a rendere la sacralità del momento. Inoltre,
l’affiatamento e l’amicizia tra i singoli cantori in questo periodo
sono cresciuti molto, tanto che dopo il Giubileo Vicariale si sono
ritrovati altre volte per animare una S. Messa per i giovani della Vicaria
di Montegiorgio in occasione del saluto a don Enrico Brancozzi, novello
sacerdote, in partenza alla volta della germania per terminare gli studi.
Insomma, "il Pellegrinaggio – riflette don Gianni - è stato come
il Grande Battesimo della Vicaria. Per la prima volta c’è stato un
impegno collettivo di tutti i parroci e di tutte le comunità. Ognuno ha
potuto dare qualcosa, sperimentare la gioia del dare. Nessuno si è
sentito emarginato. Tutti alla fine erano felici ed emozionati, perché
erano stati costruttori insieme di un evento indimenticabile che rimarrà
a lungo impresso nel cuore."
Così come impressa in ciascun cuore rimarrà la frase rivoltaci
dall’Arcivescovo: "Siete la Vicaria più piccola, ma posso dire che
mai ho visto il Duomo così pieno come questa sera!"
Isabella Di Chiara

Sommario

|