FCP  numero 18 del 15 novembre 2000

Sommario

Editoriale

Gialli come il sole

Pellegrinaggi Vicariali in Cattedrale

Giubileo MIssionario dei popoli

Musica per la missione

Padre Cruciani in Egitto

INSERTO a cura dell'Ufficio per la Pastorale Familiare

Gesù sorgente di vita per i popoli

O tutto o niente!

Presto che è tardi

Don Ernesto Ricci, il "don Bosco di Fermo"

Relazione della Commissione Presbiterale Regionale

FCP su Internet

Mosè, Giosuè, Gesù

Miglior tema sul Grande Giubileo

Brevi

Giubileo nei francobol

li

Ero forestiero

In ricordo di.

 




Pellegrinaggi Vicariali in Cattedrale

Vicaria di Sant'Elpidio a Mare

La Diocesi di Fermo ha organizzato il pellegrinaggio giubilare vicariale alla Cattedrale da ottobre a dicembre.
Domenica 15 ottobre è stata la volta della Vicaria di Sant'Elpidio a Mare, comprendente le parrocchie di Porto Sant'Elpidio, Sant'Elpidio a Mare, Casette d'Ete, Cascinare.
Numerosi fedeli si sono ritrovati presso la chiesa di S. Domenico, dove si è svolta la liturgia iniziale, presieduta dal Vicario foraneo, don Luigi Mancini, accompagnato da tutti i parroci della Vicaria stessa.
Tra canti inneggianti il Signore e la banda musicale si è dato inizio al rito di apertura del pellegrinaggio, con il seguito della lettura del Vangelo e del brano tratto dalla Bolla di Indizione del Giubileo dell'anno 2000, brevemente commentato dal Vicario foraneo.
Il Diacono ha dato l'avvio alla seconda parte del pellegrinaggio: la processione verso la Cattedrale, chiamando, nell'ordine, parrocchie, associazioni e autorità presenti. Tutto ciò realizza simbolicamente uno degli aspetti del Giubileo. Accanto al camminare materialmente, il pellegrinaggio vuole indicare ad ogni cristiano la necessità di compiere passi di conversione per adeguare la mente e il cuore alle prospettive di Gesù. In questo senso l'essere pellegrino è una dimensione permanente della vita cristiana continuamente protesa verso una crescente maturità in Cristo.
Sotto una pioggia scrosciante, che secondo me ha voluto richiamare la purificazione attraverso l'acqua delle nostre anime dal peccato, processionalmente si è giunti alla Cattedrale dove il Vescovo ed il Vicario Generale hanno accolto i pellegrini. Ha avuto quindi inizio la terza parte del Pellegrinaggio: la solenne celebrazione dell'Eucarestia. Poi don Luigi ha presentato le caratteristiche storiche, geografiche ed antropologiche della Vicaria, ha richiamato l'opera svolta dai laici, ma ha anche evidenziato i problemi che emergono nella quotidianità, ha puntato al richiamo forte della carità, della speranza, della comunione e condivisione, valori che devono connotare le nostre comunità.
Sua Eccellenza Monsignor Gennaro Franceschetti ha celebrato l'Eucaristia in una Cattedrale gremita di laici, di associazioni, di rappresentanti politici locali e provinciali. Nell'omelia ha ricordato il Giubileo indetto a due millenni dall'Incarnazione come l'evento che ha dato inizio a quel tempo di grazia il cui "oggi" non è mai stato esaurito dalla storia. Il farsi carne del Verbo di Dio ha compiuto l'ingresso del divino nell'umano, dell'eterno nel tempo, realizzando una solidarietà sempre attuale con il mondo. La Chiesa è un corpo ministerialmente strutturato ed il vescovo che la guida e la presiede varcando per primo la soglia della Cattedrale mostra che Cristo è la vera porta per mezzo della quale i credenti hanno accesso al Padre, sottolineando così la sua personale responsabilità nel servizio alla Diocesi. Egli che la presiede ad immagine dell'unico pastore che è Cristo, è chiamato a comprendere e a vivere per primo le esigenze della fede per trasmetterle in maniera credibile al popolo che gli è affidato; da parte loro i laici, in comunione, in con-divisione devono impegnarsi con coerenza, attraverso la comunità ecclesiale, per testimoniare sempre l'amore di Cristo.
All'Offertorio sono stati donati prodotti tipici della Vicaria, segni tangibili del lavoro onesto della nostra realtà. Scambiandosi gesti di pace tutti si sono comunicati del Corpo del Signore.
Il Vescovo chiamando intorno a sé i bambini ha dato la benedizione ai partecipanti che difficilmente dimenticheranno una solennità così forte, densa di valori e significati profondi, con la Chiesa chiamata a percorrere nel nuovo millennio un cammino che incroci efficacemente le strade degli uomini del nostro tempo e raggiunga anche coloro che manifestano ostilità ed indifferenza.
Il pellegrinaggio giubilare acquisisce uno spessore evangelico capace di rinnovare l'essere della Chiesa e la sua testimonianza nel mondo.

m.c.

 Vicaria di Montegiorgio

Una grande manifestazione di Fede per la Vicaria! Un’esperienza indimenticabile, tappa significativa dell’itinerario giubilare, autentica espressione di una comunità in cammino per incontrare Cristo Salvatore ed essere sempre più Chiesa viva.
La gioia è ancora ben impressa nei cuori dei pellegrini che nel pomeriggio di domenica 22 ottobre hanno affollato la cattedrale di Fermo stringendosi attorno al proprio Vescovo. E’ gioia profonda, convinta, contagiosa, scaturita dal dono della conversione, dal sentirsi perdonati ed amati, dalla presenza di Gesù, compagno di viaggio, Pellegrino che ha portato sulla terra il modo di vivere del cielo insegnandoci l’Amore.
Ed è proprio all’insegna dell’Amore che la giornata è stata attesa, preparata, vissuta.
Per la prima volta l’intera Vicaria si è attivata. Superando campanilismi, individualismi e ogni tipo di distanza, si sono unite tutte le forze in una forma di collaborazione concreta, a largo raggio, che ha cercato di coinvolgere tutti: sacerdoti e sindaci, associazioni religiose, civili e di volontariato, mondo della scuola e della famiglia, realtà parrocchiali e giovanili.
Massiccia è stata la partecipazione: circa mille e cinquecento i fedeli presenti, provenienti dalle 13 parrocchie della Vicaria di Montegiorgio comprese in 10 comuni.
Fin dalle ore 14.30, solennemente accolti dalla Banda Musicale montegiorgese - che ha legato i diversi momenti della celebrazione -, i pellegrini hanno cominciato ad affluire nella chiesa stazionale di S. Domenico per la liturgia iniziale. Mentre i gruppi ordinatamente prendevano posto all’interno della basilica, il coro provava i canti. Nel raccoglimento ognuno predisponeva l’animo per ricevere la grazia giubilare e avvicinarsi al sacramento della confessione, qualora non avesse potuto viverlo nella propria parrocchia. Arrivato infine da Grottazzolina, dopo due ore di tragitto a piedi, un drappello di circa quaranta persone, tra cui il parroco don Piero Quinzi, puntualmente si è dato inizio al rito di apertura.
Dopo l’accoglienza, la riflessione sulla spiritualità e sul significato del Pellegrinaggio proposta dal Vicario di zona, don Gianni Dichiara.
E poi tutti in processione alla volta della Cattedrale! Dietro alla Croce, cantando litanie, elevando preghiere e suppliche, incedevano le varie Confraternite, le associazioni religiose, la banda, i ragazzi della scuola e quelli del catechismo, i portatori di doni, i chierichetti, il coro, i lettori; seguivano i sacerdoti e il Vicario foraneo, i sindaci e le rappresentanze civili; infine i fedeli delle parrocchie contrassegnate dal nome dei paesi.
Sulla soglia del Duomo, all’Arcivescovo, che attendeva paternamente lo stuolo di pellegrini, sono state singolarmente presentate tutte le comunità, nelle persone dei parroci, dei vicepresidenti dei consigli pastorali, dei sindaci, tutti presenti.
Varcata significativamente la Porta della Cattedrale, ha avuto così inizio la celebrazione dell’Eucaristia, preceduta da una relazione del Vicario foraneo sulla Vicaria. Con grande raccoglimento i fedeli hanno poi accolto le parole dell’Arcivescovo che invitava ad una partecipazione numerosa e significativa alla Messa comunitaria domenicale, sollecitava altresì il superamento delle divisioni politiche e la collaborazione tra amministrazioni e parrocchie.
Molto partecipata e intensamente vissuta, la processione offertoriale ha visto una lunga teoria di famiglie presentare i doni per il sacrificio eucaristico, assieme ai frutti della terra e del lavoro umano della nostra zona, alle offerte in denaro destinate all’apertura di una porta aperta per i più poveri e alla costituzione di un centro giovanile in una Vicaria che ne abbia maggior bisogno. Si sperimentava un alone di sacralità che metteva anche la commozione nel cuore. I cesti erano allestiti con cura: da ognuno di essi traspariva l’amore della comunità che l’aveva preparato. Il Vescovo aveva una parola e un gesto d’affetto per ciascuno, faceva sentire tutti a casa.
Nel complesso tutto in questa giornata è stato armonia, sincronia tra le parti, unità. Ogni fase si è accordata perfettamente con la successiva. In tal senso, rilevante è stata anche la fase propedeutica articolata in momenti di catechesi, incontri di preghiera, riunioni per l’organizzazione tecnica: dalla suddivisione dei compiti all’assegnazione dei posti destinati alle varie Comunità e associazioni, dall’ordinamento processionale alla predisposizione dei doni per l’Offertorio, dalla formulazione di preghiere alla distribuzione delle letture, dalla individuazione di un servizio organizzativo efficiente alla creazione di una corale vicariale, dalla scelta dei canti alle relative prove. Al riguardo un membro del consiglio pastorale di Montappone così commenta : "Ogni gruppo, con profondo senso di responsabilità e con grande disponibilità, si è attivato per rendere la cerimonia giubilare ricca di spiritualità. Durante i momenti di incontro ognuno è stato compagno di viaggio dell’altro, ha instaurato rapporti di dialogo e di fratellanza, ha vissuto un’esperienza concreta di cammino verso una meta comune".
Mettere insieme le forze più vive delle parrocchie: ecco un nuovo modo di far pastorale. "Siamo ancora agli inizi – sottolineava in effetti il Vicario foraneo al Vescovo - e ne avvertiamo già tutta la bellezza." A contatto, infatti, i giovani hanno trovato una dimensione più ampia. Basti solo considerare l’esperienza del coro che, attraverso numerose e proficue prove, effettive occasioni di crescita e di scambio, si è preparato ad animare con tale armonia la celebrazione, da contribuire efficacemente a rendere la sacralità del momento. Inoltre, l’affiatamento e l’amicizia tra i singoli cantori in questo periodo sono cresciuti molto, tanto che dopo il Giubileo Vicariale si sono ritrovati altre volte per animare una S. Messa per i giovani della Vicaria di Montegiorgio in occasione del saluto a don Enrico Brancozzi, novello sacerdote, in partenza alla volta della germania per terminare gli studi.
Insomma, "il Pellegrinaggio – riflette don Gianni - è stato come il Grande Battesimo della Vicaria. Per la prima volta c’è stato un impegno collettivo di tutti i parroci e di tutte le comunità. Ognuno ha potuto dare qualcosa, sperimentare la gioia del dare. Nessuno si è sentito emarginato. Tutti alla fine erano felici ed emozionati, perché erano stati costruttori insieme di un evento indimenticabile che rimarrà a lungo impresso nel cuore."
Così come impressa in ciascun cuore rimarrà la frase rivoltaci dall’Arcivescovo: "Siete la Vicaria più piccola, ma posso dire che mai ho visto il Duomo così pieno come questa sera!"

Isabella Di Chiara

Sommario