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Sommario
Editoriale
Dedicazione
della chiesa di Marina Palmense
Pellegrinaggio
Giubilare in Cattedrale
Le Marche
sul colle del paradiso
La
Pinacoteca parrocchiale di Corridonia pubblicizzata dalla Telecom
Buttatevi
nella rete telematica
Un
"Giubileo" nell'anno giubilare
San
Benedetto è in mezzo a noi
Unitalsi:
Pellegrinaggio nazionale a Lourdes
La CEM e la
pastorale della scuola
Convegno
Missionario Regionale a Loreto
In viaggio
verso la propria Itaca
La GMG fa
ancora riflettere
A Roma, a
Roma in bicicletta
Progetto
"Kneye"
Una nuova
sfida alla povertà
Brevi
La difficile
convivenza tra Islam e Cristianesimo
Storia del
Giubileo nei francobolli
Chiamati ad
illuminare
In memoria
di don Francesco Mecozzi
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In viaggio verso la propria
Itaca
Dopo
la meravigliosa route nella valle santa di Rieti (1999) alla scoperta
dei
luoghi francescani e la partecipazione gioiosa di alcuni di noi alla
Giornata Mondiale dei Giovani, la route del clan "On The Rood"
Servigliano 1, quest'anno si è svolta nell'isola di Itaca.
Lasciandoci
guidare dal Vangelo e dalla esperienza di Ulisse abbiamo fatto
un viaggio
alla "riscoperta della propria Itaca" e cioè della strada che
ognuno di noi deve percorrere per raggiungere la propria meta.
Partiti
da Servigliano il 23 Agosto abbiamo fatto sosta a Foggia, ospiti
della
comunità "Emmaus", una comunità di vita aperta all'accoglienza
di persone che attraverso un cammino ben preciso vogliono venire fuori dal
tunnel della droga.

Il
giorno dopo siamo stati calorosamente accolti a Brindisi dal gruppo
scout
Brindisi 1 che ci ha accompagnati fino a tarda sera quando abbiamo preso
il traghetto verso Patrasso, per poi passare ad Itaca dove siamo
rimasti
fino al 30 Agosto, giorno in cui siamo rientrati in Italia.
L'esperienza
di Itaca, anche se molto avventurosa (per cinque giorni
abbiamo dormito
sotto le stelle, non avendo un luogo dove piazzare le
tende) è stata
sicuramente una esperienza meravigliosa per la comunione
che si è
instaurata tra di noi (siamo partiti in quattordici, compreso il
nostro
assistente ecclesiastico), per le riflessioni fatte, per le scelte
maturate e naturalmente per la bellezza del paesaggio che si è presentato
ai nostri occhi.
E
così nei giorni trascorsi insieme, mentre ci si spostava da un paese
all'altro dell'isola, abbiamo affrontato temi quali le sfide della
secolarizzazione, lo sfruttamento dell'uomo, la non-violenza, la
tossicodipendenza, la sessualità, l'accoglienza, la nuova
evangelizzazione.
L'obiettivo
essenziale di questa costante ricerca è stato quindi la vita, la
vita di
tutti e di tutto l'universo; perciò la lotta per la giustizia e la pace,
come la promozione dei diritti umani, sono stati elementi costitutivi
della nostra riflessione e siccome il vangelo tocca tutti gli aspetti
della vita, abbiamo deciso che il nostro sforzo deve concorrere non solo
al
miglioramento della nostra vita di fede, ma anche al miglioramento
dell'insieme della persona e dell'intera umanità.

A
conclusione un impegno: gli elementi negativi della società possono
mettere in crisi il nostro cammino-progetto e indurci nella tentazione di
abbandonare la meta, ma noi vogliamo impegnarci a ritrovare sempre la
verità del progetto, a non demordere, a "ricominciare a
vivere", per
continuare la nostra ricerca; abbiamo deciso di non
accontentarci, di
rischiare, perché la Parola di Dio compie sempre un
giudizio sulla nostra
vita e ci chiede di situarci difronte ad essa, perché
"Se sarete quello che dovete essere, metterete fuoco in tutto il
mondo ".
Dopo
aver quindi riflettuto e meditato sulla Parola che il Signore ci ha
donato, applicandola alla nostra vita, abbiamo cercato di rispondere a
quanto il Signore ci chiede: "Dove sei?"; cioè: "Che cosa
hai fatto della tua vita? A che punto sei del tuo cammino?"
Il
Clan

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