F. C. P. Foglio di Collegamento Pastorale n° 17 del 30 ottobre 2000


Sommario

Editoriale

Dedicazione della chiesa di Marina Palmense

Pellegrinaggio Giubilare in Cattedrale

Le Marche sul colle del paradiso

La Pinacoteca parrocchiale di Corridonia pubblicizzata dalla Telecom

Buttatevi nella rete telematica

Un "Giubileo" nell'anno giubilare

San Benedetto è in mezzo a noi

Unitalsi: Pellegrinaggio nazionale a Lourdes

La CEM e la pastorale della scuola

Convegno Missionario Regionale a Loreto

In viaggio verso la propria Itaca

La GMG fa ancora riflettere

A Roma, a Roma in bicicletta

Progetto "Kneye"

Una nuova sfida alla povertà

Brevi

La difficile convivenza tra Islam e Cristianesimo

Storia del Giubileo nei francobolli

Chiamati ad illuminare

In memoria di don Francesco Mecozzi

 

 

 

 

Sommario

Editoriale

Dedicazione della chiesa di Marina Palmense

Pellegrinaggio Giubilare in Cattedrale

Le Marche sul colle del paradiso

La Pinacoteca parrocchiale di Corridonia pubblicizzata dalla Telecom

Buttatevi nella rete telematica

Un "Giubileo" nell'anno giubilare

San Benedetto è in mezzo a noi

Unitalsi: Pellegrinaggio nazionale a Lourdes

La CEM e la pastorale della scuola

Convegno Missionario Regionale a Loreto

In viaggio verso la propria Itaca

La GMG fa ancora riflettere

A Roma, a Roma in bicicletta

Progetto "Kneye"

Una nuova sfida alla povertà

Brevi

La difficile convivenza tra Islam e Cristianesimo

Storia del Giubileo nei francobolli

Chiamati ad illuminare

In memoria di don Francesco Mecozzi

 

 


Pellegrinaggio Giubilare in Cattedrale aperto dalla Vicaria della Valdaso
il primo ottobre

È vero: vivere spesso il giubileo in questo anno 2000 giova alla vita di Fede. È un rientrare più sentito, più profondo nella "porta della salvezza", che è Gesù Cristo. Lo abbiamo potuto vivere nella zona pastorale, per parrocchie, per categorie, nel santuario della Madonna delle Grazie in Montegiberto, in pomeriggi domenicali; con la statio alla chiesa di s. Marco di Ponzano di Fermo. Conversione nell'ascolto della Parola e nel Sacramento della Penitenza; pellegrinaggio fino al santuario, celebrazione dell'Eucaristia; memoria dei martiri, apertura alle diverse iniziative di carità: un ritmo interessante per chi ha a cuore il proprio cammino di fede!

Certo, la proposta di un giubileo della Vicaria alla Chiesa Madre, correva il pericolo di non essere troppo sentito. Non è nascosto a nessuno il fatto di una certa difficoltà verso 1'istituzione, con la sua centralità e il sentire di un'unica Chiesa. Siamo un po' tutti portati a dare più importanza al fatto Parrocchia che al fatto Diocesi! Ma proprio per questa difficoltà acquistava un significato importante il rifletterci, 1'impegnarsi e il partecipare: occorre veramente oggi ritrovare un'unità più allargata, capace di sorreggere gli sbandamenti causati da un secolarismo, che tutto travolge e vuol definitivamente schiacciare.

                     

Abbiamo così partecipato, con quasi seicento presenze, all'avvenimento giubilare della Vicaria Valdaso, nel pomeriggio di domenica 1 ottobre. Il tempo, in mattinata, non prometteva niente di bello; ma, nel pomeriggio, Fermo ci ha accolti con un bel sole, quasi a farci sentire una presenza di tenerezza più immediata e "calda". Come Clero si era cercato di sensibilizzare la gente, coinvolgendo anche i laici nella partecipazione attiva, aiutando le singole parrocchie a ritrovare motivazioni, acquisire il giusto atteggiamento di attesa nella penitenza e nel ridare freschezza alla propria tensione verso Cristo-Salvezza.

                  

Ci siamo tutti ritrovati nella chiesa di S. Domenico per un tempo dedicato alle confessioni, qualora qualcuno non avesse potuto vivere questo sacramento nella propria parrocchia, e per una breve celebrazione della Parola: dopo le prime curiosità inevitabili, occorre ritrovare la predisposizione d'animo giusta al momento. Il canto, 1'incenso, la Parola proclamata, una breve esortazione, e il silenzio di stupore, per la Sua Presenza, entravano nello spirito di ciascuno, aperto alla meraviglia dell'eterno! Anche i sindaci presenti o i rappresentanti dei 15 comuni (due erano assenti!) con i loro labari, non facevano solo da cornice...

Ora possiamo metterci in cammino: sfilano dietro la Croce e alle quattro lanterne le confraternite, con le vesti di rito o ammodernate, seguono altri gruppi coi ministranti e i portatori dei doni da offrire alla Eucaristia, incedono i presbiteri, rivestiti delle vesti liturgiche e dietro, con fasce tricolori e labari, i sindaci procedono con vera partecipazione alla testa delle singole comunità, contrassegnate dal nome dei paesi.

Il canto delle litanie dei Santi si intrecciava con le intercessioni solenni per la Chiesa, i1 Papa, il nostro Vescovo, la Diocesi, le comunità parrocchiali. I nomi dei Santi e le suppliche si adeguavano alle diverse situazioni. La presenza dei Santi diventava immediata e quasi sensibile, soprattutto al ricordo di quelli noti della Chiesa universale, di quelli, particolarmente, diocesani o patroni di ogni Parrocchia: la loro memoria era come un sospingerti nella realtà vera di quella Vita eterna, tanto desiderata e cercata.

Sul sagrato del Duomo, Mons. Arcivescovo era in attesa per l'accoglienza. Una ad una, con applausi di tutti, sono state presentate le singole Parrocchie, mentre il "GRAZIE!" del Pastore, veniva rivolto al Parroco e al Sindaco del luogo, nel congiungersi delle mani al bacio dell'anello pastorale.

Sottolineato da una breve introduzione, si compiva il passaggio della "PORTA" per essere accolti, ancora una  volta, dalla Chiesa Madre, che gesta i suoi figli.

Il canto del Gloria veniva preceduto da una relazione sulla Vicaria e sulla sua espressione pastorale, del Vicario di zona, che tratteggiava le note peculiari delle sue radici, dei cambiamenti avvenuti, della pastorale di Tradizione e i tentativi per un suo rinnovamento. Al momento dell'Omelia, Mons. Arcivescovo ridava il senso a tutta  la celebrazione, richiamando i motivi della fede in Gesù, dell'invito alla conversione. Lasciava quindi, come ricordo e impegno del giubileo, specificamente, il ritrovare la gioia della Messa domenicale ("Più Messa e meno messe"); il superamento delle divisioni a livello politico, dopo le contrapposizioni inevitabili delle elezioni, 1'apertura alla Carità, per 1'accoglienza dei forestieri e per aiutare la crescita dei giovani.

La presentazione dei doni all'offertorio dava il segno della partecipazione dell'assemblea a quella Eucaristia che rinnova 1'evento del morire e del risorgere, che ci fa ritrovare tutti uniti in Cristo, pronti ad una nuova avventura di Carità.

Il momento conclusivo della Benedizione coinvolgeva particolarmente i piccoli e i ragazzi presenti, che hanno fatto ressa attorno all'Arcivescovo, che paternamente benediceva e con lo sguardo e il sorriso abbracciava tutti riconoscente per questa crescita comune nella fede.

don Vittorio Rossi