Foglio di Collegamento Pastorale F. C. P. n°16 10 ottobre 2000

Sommario

Editoriale

La famiglia soggetto della pastorale diocesana per i prossimi due anni

Dalla Famiglia di Nazareth luce per la famiglia del terzo millennio

I Parroci di Fermo a don Enzo

Ho avuto fame...l'avete fatto a me

Consacrata la chiesa di Padre Pietro

Rito di iniziazione alla vita consacrata di suor Maria Sara di Gesù

Il sogno di una vita per Dio e l'umanità

A Patmos

Dal centro Missionario diocesano

Con amicizia e familiarità la Curia fermana in visita a Brescia

Dall'Irlanda un grazie per l'accoglienza ai giovani della GMG

La Chiesa argentina chiede perdono per i suoi "peccati" durante la dittatura militare

Essere o avere: una scelta ancora attuale

Brevi

La storia del Giubileo nei francobolli

In memoria di don Giuseppe Ciuti

 

 

Editoriale  

La famiglia nel cuore della pastorale diocesana. Genitori e figli insieme per inaugurare una nuova stagione di protagonismo familiare. Per i prossimi due anni sarà la famiglia al centro della rievangelizzazione e della catechesi. Purtroppo oggi la famiglia è in balia di tutti e di tutto, con il rischio di perdere libertà, autonomia, controllo. I suoi componenti rischiano di essere utilizzati come "cose" e non più come "persone". Così la donna può diventare oggetto per l'uomo, i figli un ostacolo per i genitori, la famiglia un'istituzione ingombrante per la libertà dei membri che la compongono. Dovrebbe invece essere proprio il nucleo familiare l'àncora di salvezza contro la dispersione e la manipolazione imperanti.

Purtroppo anche nella nostra diocesi si sta introducendo il costume della cosiddetta "unione di fatto". Le unioni di fatto sono convivenze senza alcun vincolo civile né religioso.

La Corte costituzionale ha riconosciuto alla unione di fatto, pur distinguendola da quella tradizionale fondata sul vincolo matrimoniale, il valore di formazione sociale della personalità umana. La Chiesa sa che le appartiene il compito di annunciare, celebrare, servire il vangelo del matrimonio e della famiglia.

Ora la Chiesa ha un messaggio ben determinato: i componenti del nucleo familiare debbono diventare persone che interiorizzano, sperimentano e vivono in modo liberante l'amore del Dio trinitario. Il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo si amano in modo tale da essere uno.

È nella famiglia che si impara a vivere la generosità, la santità, la fiducia, la speranza.

È nella presenza paterna, nella tenerezza materna, nella coscienza filiale che si rivelano "la grazia del Signore nostro Gesù Cristo, l'amore di Dio Padre e la comunione dello Spirito Santo" (2Cor 13,13).

È nella famiglia che si impara ad essere missionari. Perché è il luogo in cui si è luce, sale, lievito e sacramento di salvezza gli uni per gli altri.

Così il Giubileo delle famiglie (12-15 ottobre) sarà un segno attraverso il quale la famiglia stessa testimonia di essere e di proporsi come luogo privilegiato della rivelazione e della esperienza di Dio.

Anche in Diocesi la famiglia è chiamata a testimoniare ad aprirsi ad una famiglia più vasta come la parrocchia (attraverso il Consiglio Pastorale Parrocchiale), o la Vicaria (attraverso i pellegrinaggi in Cattedrale) o la Diocesi (attraverso il pellegrinaggio diocesano). Sono piccoli segni che indicano una corresponsabilità nella fede ma anche il rilancio non dell'individualismo, ma della comunità, partendo dalla piccola chiesa domestica che è la famiglia. Infatti se chi testimonia e annuncia non ha sperimentato la tenerezza del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, non è credibile e subisce un'infinità di frustrazioni.