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La famiglia soggetto della pastorale diocesana per i prossimi due anni Dalla Famiglia di Nazareth luce per la famiglia del terzo millennio I Parroci di Fermo a don Enzo Ho avuto fame...l'avete fatto a me Consacrata la chiesa di Padre Pietro Rito di iniziazione alla vita consacrata di suor Maria Sara di Gesù Il sogno di una vita per Dio e l'umanità A Patmos Dal centro Missionario diocesano Con amicizia e familiarità la Curia fermana in visita a Brescia Dall'Irlanda un grazie per l'accoglienza ai giovani della GMG La Chiesa argentina chiede perdono per i suoi "peccati" durante la dittatura militare Essere o avere: una scelta ancora attuale Brevi La storia del Giubileo nei francobolli In memoria di don Giuseppe Ciuti
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Editoriale
La famiglia nel cuore della pastorale
diocesana. Genitori e figli insieme per inaugurare una nuova stagione di
protagonismo familiare. Per i prossimi due anni sarà la famiglia al
centro della rievangelizzazione e della catechesi. Purtroppo oggi la
famiglia è in balia di tutti e di tutto, con il rischio di perdere
libertà, autonomia, controllo. I suoi componenti rischiano di essere
utilizzati come "cose" e non più come "persone".
Così la donna può diventare oggetto per l'uomo, i figli un ostacolo
per i genitori, la famiglia un'istituzione ingombrante per la libertà
dei membri che la compongono. Dovrebbe invece essere proprio il nucleo
familiare l'àncora di salvezza contro la dispersione e la manipolazione
imperanti. Purtroppo anche nella nostra diocesi
si sta introducendo il costume della cosiddetta "unione di
fatto". Le unioni di fatto sono convivenze senza alcun vincolo
civile né religioso. La Corte costituzionale ha
riconosciuto alla unione di fatto, pur distinguendola da quella
tradizionale fondata sul vincolo matrimoniale, il valore di formazione
sociale della personalità umana. La Chiesa sa che le appartiene il
compito di annunciare, celebrare, servire il vangelo del matrimonio e
della famiglia. Ora la Chiesa ha un messaggio ben
determinato: i componenti del nucleo familiare debbono diventare persone
che interiorizzano, sperimentano e vivono in modo liberante l'amore del
Dio trinitario. Il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo si amano in modo
tale da essere uno. È nella famiglia che si impara a
vivere la generosità, la santità, la fiducia, la speranza. È nella presenza paterna, nella
tenerezza materna, nella coscienza filiale che si rivelano "la
grazia del Signore nostro Gesù Cristo, l'amore di Dio Padre e la
comunione dello Spirito Santo" (2Cor 13,13). È nella famiglia che si impara ad
essere missionari. Perché è il luogo in cui si è luce, sale, lievito
e sacramento di salvezza gli uni per gli altri. Così il Giubileo delle famiglie
(12-15 ottobre) sarà un segno attraverso il quale la famiglia stessa
testimonia di essere e di proporsi come luogo privilegiato della
rivelazione e della esperienza di Dio. Anche in Diocesi la famiglia è
chiamata a testimoniare ad aprirsi ad una famiglia più vasta come la
parrocchia (attraverso il Consiglio Pastorale Parrocchiale), o la
Vicaria (attraverso i pellegrinaggi in Cattedrale) o la Diocesi
(attraverso il pellegrinaggio diocesano). Sono piccoli segni che
indicano una corresponsabilità nella fede ma anche il rilancio non
dell'individualismo, ma della comunità, partendo dalla piccola chiesa
domestica che è la famiglia. Infatti se chi testimonia e annuncia non
ha sperimentato la tenerezza del Padre e del Figlio e dello Spirito
Santo, non è credibile e subisce un'infinità di frustrazioni.
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