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La famiglia soggetto della pastorale diocesana per i prossimi due anni Dalla Famiglia di Nazareth luce per la famiglia del terzo millennio I Parroci di Fermo a don Enzo Ho avuto fame...l'avete fatto a me Consacrata la chiesa di Padre Pietro Rito di iniziazione alla vita consacrata di suor Maria Sara di Gesù Il sogno di una vita per Dio e l'umanità A Patmos Dal centro Missionario diocesano Con amicizia e familiarità la Curia fermana in visita a Brescia Dall'Irlanda un grazie per l'accoglienza ai giovani della GMG La Chiesa argentina chiede perdono per i suoi "peccati" durante la dittatura militare Essere o avere: una scelta ancora attuale Brevi La storia del Giubileo nei francobolli In memoria di don Giuseppe Ciuti _____________ La famiglia soggetto della pastorale diocesana per i prossimi due anni Dalla Famiglia di Nazareth luce per la famiglia del terzo millennio I Parroci di Fermo a don Enzo Ho avuto fame...l'avete fatto a me Consacrata la chiesa di Padre Pietro Rito di iniziazione alla vita consacrata di suor Maria Sara di Gesù Il sogno di una vita per Dio e l'umanità A Patmos Dal centro Missionario diocesano Con amicizia e familiarità la Curia fermana in visita a Brescia Dall'Irlanda un grazie per l'accoglienza ai giovani della GMG La Chiesa argentina chiede perdono per i suoi "peccati" durante la dittatura militare Essere o avere: una scelta ancora attuale Brevi La storia del Giubileo nei francobolli In memoria di don Giuseppe Ciuti ____________ La famiglia soggetto della pastorale diocesana per i prossimi due anni Dalla Famiglia di Nazareth luce per la famiglia del terzo millennio I Parroci di Fermo a don Enzo Ho avuto fame...l'avete fatto a me Consacrata la chiesa di Padre Pietro Rito di iniziazione alla vita consacrata di suor Maria Sara di Gesù Il sogno di una vita per Dio e l'umanità A Patmos Dal centro Missionario diocesano Con amicizia e familiarità la Curia fermana in visita a Brescia Dall'Irlanda un grazie per l'accoglienza ai giovani della GMG La Chiesa argentina chiede perdono per i suoi "peccati" durante la dittatura militare Essere o avere: una scelta ancora attuale Brevi La storia del Giubileo nei francobolli In memoria di don Giuseppe Ciuti ____________ La famiglia soggetto della pastorale diocesana per i prossimi due anni Dalla Famiglia di Nazareth luce per la famiglia del terzo millennio I Parroci di Fermo a don Enzo Ho avuto fame...l'avete fatto a me Consacrata la chiesa di Padre Pietro Rito di iniziazione alla vita consacrata di suor Maria Sara di Gesù Il sogno di una vita per Dio e l'umanità A Patmos Dal centro Missionario diocesano Con amicizia e familiarità la Curia fermana in visita a Brescia Dall'Irlanda un grazie per l'accoglienza ai giovani della GMG La Chiesa argentina chiede perdono per i suoi "peccati" durante la dittatura militare Essere o avere: una scelta ancora attuale Brevi La storia del Giubileo nei francobolli In memoria di don Giuseppe Ciuti ___________ La famiglia soggetto della pastorale diocesana per i prossimi due anni Dalla Famiglia di Nazareth luce per la famiglia del terzo millennio I Parroci di Fermo a don Enzo Ho avuto fame...l'avete fatto a me Consacrata la chiesa di Padre Pietro Rito di iniziazione alla vita consacrata di suor Maria Sara di Gesù Il sogno di una vita per Dio e l'umanità A Patmos Dal centro Missionario diocesano Con amicizia e familiarità la Curia fermana in visita a Brescia Dall'Irlanda un grazie per l'accoglienza ai giovani della GMG La Chiesa argentina chiede perdono per i suoi "peccati" durante la dittatura militare Essere o avere: una scelta ancora attuale Brevi La storia del Giubileo nei francobolli In memoria di don Giuseppe Ciuti _____________ La famiglia soggetto della pastorale diocesana per i prossimi due anni Dalla Famiglia di Nazareth luce per la famiglia del terzo millennio I Parroci di Fermo a don Enzo Ho avuto fame...l'avete fatto a me Consacrata la chiesa di Padre Pietro Rito di iniziazione alla vita consacrata di suor Maria Sara di Gesù Il sogno di una vita per Dio e l'umanità A Patmos Dal centro Missionario diocesano Con amicizia e familiarità la Curia fermana in visita a Brescia Dall'Irlanda un grazie per l'accoglienza ai giovani della GMG La Chiesa argentina chiede perdono per i suoi "peccati" durante la dittatura militare Essere o avere: una scelta ancora attuale Brevi La storia del Giubileo nei francobolli In memoria di don Giuseppe Ciuti
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"Gesù sorgente di vita per tutti"
Nelle pagine a seguire pubblichiamo alcune lettere dei nostri missionari, così, altre, più o meno recenti nei prossimi numeri di FCP, per avere una continua informazione missionaria.
Addis Abeba,
01.08.2000 Caro Don
Francesco, finalmente mi
sono decisa a scriverle. Spesso l’ho pensata. Ma solo ora sono nelle
condizioni ottimali per raccontarle qualcosa dei miei primi quattro mesi
in Etiopia. In questo
periodo ho compiuto due viaggi, uno nel sud e uno nel nord del Paese.
Nella regione del Gamo Gofa ho visitato i progetti
sull’approvvigionamento idrico, nel nord ho partecipato all’impact
assessment del progetto di prevenzione dell’Aids. Nel primo caso
si tratta di un intervento che non si ferma esclusivamente all’aspetto
tecnico, ma investe lo sviluppo complessivo della comunità. Con grande
gioia ho potuto constatare che le popolazioni che hanno usufruito di
questi progetti, custodiscono i loro pozzi come un bene prezioso ed
hanno innalzato complessivamente il loro livello di vita. Le donne e le
bambine hanno ridotto il tempo dedicato al trasporto dell’acqua, anche
gli aspetti dell’igiene e della salute nel loro insieme sono
notevolmente migliorati. Nel nord, anche
se l’intervento del CVM, in ordine alla grande tragedia dell’Aids ,
è iniziato circa sei anni fa, i tempi per il cambiamento dei
comportamenti sono più lunghi, perché si agisce in una dimensione che
investe molti aspetti, culturale, sociale, economico. In ogni caso la
valutazione è stata positiva poiché nelle aree in cui si è
intervenuti, si registra molta consapevolezza , oltre che una buona
conoscenza complessiva. Il campo
prioritario del mio modesto apporto investe la prevenzione dell’Aids,
ma è in fase di approccio anche l’intervento sugli "street
children", che nella sola città di Bahir Dar, 100.000 abitanti,
sono circa 4000. E’
un’impresa che spesso avverto come una montagna difficile da risalire,
la cui cima è avvolta da fitte nubi, ma la cui ascesa bisogna comunque
tentare. Sono fermamente
convinta che in questa mia esperienza sarà molto di più quello che
"riceverò", rispetto a quello che effettivamente potrò
"dare". Le immagini quotidiane di una povertà assoluta e
totale, ma nel contempo la dignità, la gioia di vivere, il grande senso
dell’ospitalità, l’apertura senza limiti all’altro, arricchiranno
il mio spirito e spero mi porteranno ad una totale destrutturazione del
mio agire e del mio pensare. Non rinnego la mia appartenenza ad una
cultura di cui sono, nel contempo, soggetto attivo e passivo, ma un
atteggiamento critico è fondamentale per rivisitare le nostre mille
obiezioni, coscienti o inconsapevoli. Per la sua
esperienza credo lei possa capire profondamente quello che si agita nel
mio animo e che non sempre le parole riescono a rendere! Ho scritto una
lettera anche al Vescovo, spero di non aver osato troppo, con il mio
stile non proprio formale. Grazie per la
disponibilità e l’attenzione che ha avuto nei miei confronti. Un
carissimo saluto. Gelsomina Viscione
Rodeo del Medio,
31.03.2000 Carissimo don
Francesco, questa settimana
è arrivata la rivista "consudec" (Consejo superior de la
escuela catolica) e sulla copertina annunciava la inaugurazione della
scuola di Tintina. Subito ho pensato di mandare la fotocopia di tutto
l’articolo, anche se ce l’avrete già. Mi ha fatto ricordare la tua
visita qui, per la quale devo ringraziare di nuovo chi l’ha resa
possibile: è stata un’esperienza veramente arricchente, che ha fatto
bene a tutta la comunità. Immediatamente
dopo che sei partito, ho scoperto un "piccolo villaggio", qui
vicino a noi, costruito con casucce di canne; ho provato una stretta al
cuore, perché mai avevo visto qualcosa di simile. Una settimana dopo,
per aver lasciato una candela accesa, si sono bruciate varie casupole e
tante famiglie sono rimaste senza niente; ancora le stiamo aiutando con
il pane di tutti i giorni, vestiti, materassi, ecc… Stanno arrivando
i primi freddi e arrivano a scuola bambini che tremano, quasi scalzi e
senza niente addosso; tutti sono più di mille. Il cortile
sembra un vero formicaio. Sono iniziate tutte le attività pastorali,
catechesi, gruppi per adolescenti e giovani, corsi pre-battesimali,
ecc…: già non c’è più tempo da perdere. Ho pure alcuni
articoli del giornale Los Andes di Mendoza, che parlano della crescente
povertà della provincia; cercherò di fotocopiarle e mandartele. Qui,
nella scuola, diamo un panino a merenda ai più bisognosi: vedessi con
che appetito lo aspettano! L’altro giorno è svenuto un bambino di
terza, l’abbiamo portato dal medico e ci ha detto che la causa dello
svenimento è stata la denutrizione! La realtà è
dura e con l’inverno che avanza, sarà ancor più cruda; i campi
producono meno e si vende pochissimo. Voi godetevi la
primavera! Auguri pasquali
a te, a tutti dell’ufficio missionario, ai tuoi fratelli della
parrocchia di Porto Sant’Elpidio, a tutti, con cuore grande,
desiderando che con la Resurrezione di Cristo si rinnovi pure la nostra
povera vita, dal di dentro: sia l’opportunità per convertirci
davvero, una buona volta… Con tanto
affetto, sempre unita, vicina e riconoscente. Suor Agnese L. Saluti da Sr. Giovanilde!
Santiago, Julio
17 de 2000 Carissimo Don
Francesco, ho ricevuto in
questi giorni "Marchemissioni". Grazie perché ci ricordano e
pregano per noi. Il 7 Agosto
finisco il mio periodo di sei anni come provinciale dei salesiani del
Cile. Sono stati sei anni di molto lavoro. I salesiani hanno 31 comunità
religiose nel Cile, dal nord fino alla Terra del Fuoco. Sono più di
4000 Km. Siamo 250 salesiani. In questi ultimi
anni abbiamo fondato quattro opere; nel nord del Cile, nel deserto,
abbiamo costruito una scuola industriale diurna e una notturna e abbiamo
fatto il programma di studio con il Vescovo della diocesi. E’ stata
fondata anche una Università per giovani lavoratori e sono circa 5000
quelli iscritti; a sud del paese, a Puerto Montt, abbiamo in un collegio
circa 1400 bambini; infine, a Santiago abbiamo cominciato un’opera con
i giovani drogati: questa iniziativa ci è costata molto, ma mi
piacerebbe lavorare con quei giovani; alcuni di loro, dopo quattro anni
di soggiorno nel nostro centro, si sono reinseriti nella società. Fino a dicembre,
lavorerò in una parrocchia e in un collegio a Punta Arenas, a circa
2000 Km. a sud di Santiago. Quest’anno ha fatto molto freddo lì: la
temperatura arriva facilmente ai 15 gradi sotto zero. Nel mese di
dicembre ritornerò in Italia per passare il Natale con i miei genitori
e fratelli. Se posso fare qualcosa per voi, lo farò con molto piacere. Ti lascio il
numero telefonico di mia sorella Ave (071 2075820) e quello di mia
sorella Angela (0733 557650). Mi fermerò in
Italia per il Natale, tutto il mese di gennaio e i primi giorni di
febbraio. Spero di vederti e fare qualcosa per le missioni. Chiamami a
uno dei due numeri telefonici e ci metteremo d’accordo. Scusami per il
mio italiano: vedo che i 25 anni vissuti nel Cile mi hanno fatto
scordare l’italiano. Un ricordo nella
preghiera. Natalino Vitali
KAREPALLI,
28.07.2000 Carissimo Don
Francesco, pochi giorni fa
mi è pervenuto il vostro periodico "Marchemissioni" che ho
molto apprezzato. Grazie! Esprimo
il mio più sincero grazie per la generosa offerta a favore della nuova
missione di Karepalli inviata dal vostro centro missionario diocesano. Cercherò in
futuro di scrivere più lettere, dove parlare dell’attività
missionaria in atto in questa vasta zona dello Stato dell’Andhra
Prodesh. Mi piacerebbe fare una visita in Italia ma continuo a
rimandare. Nella zona dove è sorto un nuovo centro con 14 comunità
cristiane sparse in 14 villaggi, mancano i catechisti. Quattro cappelle
sono state abbandonate, la povera gente ha portato via finestre, pietre
per farsi una semplice dimora. Non li condanno, li benedico, perché se
fossi stato nelle loro condizioni avrei fatto lo stesso. In due o tre
anni cercherò di continuare il lavoro missionario per rinnovare quattro
comunità. Questa è una
zona popolata in maggioranza dai tribali Lambaulos-Koyos. Il distretto di
Khammom è molto vasto, confina con due grandi stati: Orissa e Madhya
Predesh. A 80 Km. da qui
c’è la zona amministrativa di Gundala popolata dai tribali Koyos, ho
il desiderio di andare là. Se Dio vuole, appena un Sacerdote del clero
locale potrà mandare avanti la missione di Karepalli, con la
benedizione del Vescovo mi trasferirò a Gundala, zona di foresta e di
brigate rosse. C’è bisogno
del vostro sacrificio, della vostra cooperazione spirituale e materiale. Ho fatto inviare
lettere del Vescovo di Khammam a tutti i Vescovi delle Marche attraverso
mio fratello Franco, ma non ho ricevuto nessuna risposta. Parte della
popolazione soffre a causa della tubercolosi, malattie infettive,
malaria. Chi ha veramente spirito missionario farebbe di tutto per
contribuire a risolvere i problemi dei poveri. Prima di Natale,
grazie ai contributi di tanti benefattori della diocesi di Fermo,
Parrocchie e centri di Civitanova, Morrovalle, Montecosaro, spero di
finire 14 casette da dare ai poveri. Nel mese di
Agosto la scuola e l’Hostel comincerà a funzionare. Invio alcune
foto della nuova missione di Karepalli. Vi saluto.
Pregate e preparate nuovi missioni. La messe è molta, gli operai sono
pochi. Saluti a te Don
Francesco Leonardi, Annamaria Zengarini, tutti i membri del centro
missionario e all’Arcivescovo Mons. Franceschetti. Thank
you. Godbless you. Padre Orlando Quintabà
ORESEC, 3/1/2000 Ecc.mo Mons.
Gennaro Non ci
conosciamo di persona, ma siamo uniti nello spirito. Sono un vecchio
missionario passionista di Sant’Angelo in Pontano, zio di Don Saverio
Emiliozzi, che lavora da 6 anni in Bulgaria e mi trovo nel villaggio di
Oresec, con oltre 2000 cattolici e con me lavorano 2 suore Vincenziane
della Croazia. Il danno fatto
alla fede dal regime comunista è enorme ed è molto difficile
riprendere le nuove generazioni, che hanno assorbito l’ateismo
comunista, per cui la chiesa è frequentata solo dalle vecchie
generazioni. Il mio lavoro è
concentrato sui giovani, solo una ventina frequentano più o meno la
chiesa. Mi danno più fiducia i fanciulli, ai quali lungo la settimana
viene fatto il catechismo, e quelli che frequentano sono circa 120.
Manca lo stimolo dei genitori, i quali sono la maggior parte uniti
illegittimamente e moltissimi sono i casi di divorzio. In quest’anno
giubilare celebro il 26 Febbraio il mio 50° anno di Sacerdozio e 75
anni di età. Per queste ricorrenze ho ripulito la grande chiesa di
Oresec. Il mio problema
è un altro. Ho una seconda parrocchia nella città di Svistov, dove
celebro nella piccola cappella, che prima del comunismo, serviva per un
piccolo seminario passionista; può contenere circa una cinquantina di
persone e diversi non vengono perché non trovano il posto. Ho promesso che
mi sarei interessato per la costruzione di una chiesa, capace di
contenere almeno un centinaio di persone e la vorrei realizzare per
quest’anno giubilare. Ancora non ho fatto il progetto perché non ho i
fondi. Posso confidare su un aiuto valido dalla sua e mia diocesi? Mi sentirei
altamente fortunato se potessi comunicare al mio Vescovo Mons. Petko
Xristov, che ho trovato qualcuno che in parte o in tutto ci darà una
mano. Ho parlato con
Don Francesco, dell’ufficio missionario, il quale mi ha assicurato
qualche adozione a distanza per bambini poveri ed ammalati e di questi
ce ne sono tantissimi, perché tutta la popolazione vive in estrema
povertà; lo stipendio mensile si aggira sulle 50 mila lire e le cose
costano più o meno come in Italia, solo che la gente fa il sacrificio
di non comprare quasi niente, accontentandosi di mangiare pane e
cipolla. Prostrato ai
suoi piedi le chiedo una particolare benedizione perché possa
continuare a spargere la parola di Dio. Felicissimo Anno
Nuovo 2000 P. Fortunato Grasselli
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