Foglio di Collegamento Pastorale F. C. P. n°16 10 ottobre 2000

Sommario

Editoriale

La famiglia soggetto della pastorale diocesana per i prossimi due anni

Dalla Famiglia di Nazareth luce per la famiglia del terzo millennio

I Parroci di Fermo a don Enzo

Ho avuto fame...l'avete fatto a me

Consacrata la chiesa di Padre Pietro

Rito di iniziazione alla vita consacrata di suor Maria Sara di Gesù

Il sogno di una vita per Dio e l'umanità

A Patmos

Dal centro Missionario diocesano

Con amicizia e familiarità la Curia fermana in visita a Brescia

Dall'Irlanda un grazie per l'accoglienza ai giovani della GMG

La Chiesa argentina chiede perdono per i suoi "peccati" durante la dittatura militare

Essere o avere: una scelta ancora attuale

Brevi

La storia del Giubileo nei francobolli

In memoria di don Giuseppe Ciuti

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Sommario

Editoriale

La famiglia soggetto della pastorale diocesana per i prossimi due anni

Dalla Famiglia di Nazareth luce per la famiglia del terzo millennio

I Parroci di Fermo a don Enzo

Ho avuto fame...l'avete fatto a me

Consacrata la chiesa di Padre Pietro

Rito di iniziazione alla vita consacrata di suor Maria Sara di Gesù

Il sogno di una vita per Dio e l'umanità

A Patmos

Dal centro Missionario diocesano

Con amicizia e familiarità la Curia fermana in visita a Brescia

Dall'Irlanda un grazie per l'accoglienza ai giovani della GMG

La Chiesa argentina chiede perdono per i suoi "peccati" durante la dittatura militare

Essere o avere: una scelta ancora attuale

Brevi

La storia del Giubileo nei francobolli

In memoria di don Giuseppe Ciuti

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La famiglia soggetto della pastorale diocesana per i prossimi due anni

Dalla Famiglia di Nazareth luce per la famiglia del terzo millennio

I Parroci di Fermo a don Enzo

Ho avuto fame...l'avete fatto a me

Consacrata la chiesa di Padre Pietro

Rito di iniziazione alla vita consacrata di suor Maria Sara di Gesù

Il sogno di una vita per Dio e l'umanità

A Patmos

Dal centro Missionario diocesano

Con amicizia e familiarità la Curia fermana in visita a Brescia

Dall'Irlanda un grazie per l'accoglienza ai giovani della GMG

La Chiesa argentina chiede perdono per i suoi "peccati" durante la dittatura militare

Essere o avere: una scelta ancora attuale

Brevi

La storia del Giubileo nei francobolli

In memoria di don Giuseppe Ciuti

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La famiglia soggetto della pastorale diocesana per i prossimi due anni

Dalla Famiglia di Nazareth luce per la famiglia del terzo millennio

I Parroci di Fermo a don Enzo

Ho avuto fame...l'avete fatto a me

Consacrata la chiesa di Padre Pietro

Rito di iniziazione alla vita consacrata di suor Maria Sara di Gesù

Il sogno di una vita per Dio e l'umanità

A Patmos

Dal centro Missionario diocesano

Con amicizia e familiarità la Curia fermana in visita a Brescia

Dall'Irlanda un grazie per l'accoglienza ai giovani della GMG

La Chiesa argentina chiede perdono per i suoi "peccati" durante la dittatura militare

Essere o avere: una scelta ancora attuale

Brevi

La storia del Giubileo nei francobolli

In memoria di don Giuseppe Ciuti

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Editoriale

La famiglia soggetto della pastorale diocesana per i prossimi due anni

Dalla Famiglia di Nazareth luce per la famiglia del terzo millennio

I Parroci di Fermo a don Enzo

Ho avuto fame...l'avete fatto a me

Consacrata la chiesa di Padre Pietro

Rito di iniziazione alla vita consacrata di suor Maria Sara di Gesù

Il sogno di una vita per Dio e l'umanità

A Patmos

Dal centro Missionario diocesano

Con amicizia e familiarità la Curia fermana in visita a Brescia

Dall'Irlanda un grazie per l'accoglienza ai giovani della GMG

La Chiesa argentina chiede perdono per i suoi "peccati" durante la dittatura militare

Essere o avere: una scelta ancora attuale

Brevi

La storia del Giubileo nei francobolli

In memoria di don Giuseppe Ciuti

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La famiglia soggetto della pastorale diocesana per i prossimi due anni

Dalla Famiglia di Nazareth luce per la famiglia del terzo millennio

I Parroci di Fermo a don Enzo

Ho avuto fame...l'avete fatto a me

Consacrata la chiesa di Padre Pietro

Rito di iniziazione alla vita consacrata di suor Maria Sara di Gesù

Il sogno di una vita per Dio e l'umanità

A Patmos

Dal centro Missionario diocesano

Con amicizia e familiarità la Curia fermana in visita a Brescia

Dall'Irlanda un grazie per l'accoglienza ai giovani della GMG

La Chiesa argentina chiede perdono per i suoi "peccati" durante la dittatura militare

Essere o avere: una scelta ancora attuale

Brevi

La storia del Giubileo nei francobolli

In memoria di don Giuseppe Ciuti

 

"Gesù sorgente di vita per tutti"

Nelle pagine a seguire pubblichiamo alcune lettere dei nostri missionari, così, altre, più o meno recenti nei prossimi numeri di FCP, per avere una continua informazione missionaria.

Addis Abeba, 01.08.2000

Caro Don Francesco,

finalmente mi sono decisa a scriverle. Spesso l’ho pensata. Ma solo ora sono nelle condizioni ottimali per raccontarle qualcosa dei miei primi quattro mesi in Etiopia.

In questo periodo ho compiuto due viaggi, uno nel sud e uno nel nord del Paese. Nella regione del Gamo Gofa ho visitato i progetti sull’approvvigionamento idrico, nel nord ho partecipato all’impact assessment del progetto di prevenzione dell’Aids.

Nel primo caso si tratta di un intervento che non si ferma esclusivamente all’aspetto tecnico, ma investe lo sviluppo complessivo della comunità. Con grande gioia ho potuto constatare che le popolazioni che hanno usufruito di questi progetti, custodiscono i loro pozzi come un bene prezioso ed hanno innalzato complessivamente il loro livello di vita. Le donne e le bambine hanno ridotto il tempo dedicato al trasporto dell’acqua, anche gli aspetti dell’igiene e della salute nel loro insieme sono notevolmente migliorati.

Nel nord, anche se l’intervento del CVM, in ordine alla grande tragedia dell’Aids , è iniziato circa sei anni fa, i tempi per il cambiamento dei comportamenti sono più lunghi, perché si agisce in una dimensione che investe molti aspetti, culturale, sociale, economico.

In ogni caso la valutazione è stata positiva poiché nelle aree in cui si è intervenuti, si registra molta consapevolezza , oltre che una buona conoscenza complessiva.

Il campo prioritario del mio modesto apporto investe la prevenzione dell’Aids, ma è in fase di approccio anche l’intervento sugli "street children", che nella sola città di Bahir Dar, 100.000 abitanti, sono circa 4000.

E’ un’impresa che spesso avverto come una montagna difficile da risalire, la cui cima è avvolta da fitte nubi, ma la cui ascesa bisogna comunque tentare.

Sono fermamente convinta che in questa mia esperienza sarà molto di più quello che "riceverò", rispetto a quello che effettivamente potrò "dare". Le immagini quotidiane di una povertà assoluta e totale, ma nel contempo la dignità, la gioia di vivere, il grande senso dell’ospitalità, l’apertura senza limiti all’altro, arricchiranno il mio spirito e spero mi porteranno ad una totale destrutturazione del mio agire e del mio pensare. Non rinnego la mia appartenenza ad una cultura di cui sono, nel contempo, soggetto attivo e passivo, ma un atteggiamento critico è fondamentale per rivisitare le nostre mille obiezioni, coscienti o inconsapevoli.

Per la sua esperienza credo lei possa capire profondamente quello che si agita nel mio animo e che non sempre le parole riescono a rendere!

Ho scritto una lettera anche al Vescovo, spero di non aver osato troppo, con il mio stile non proprio formale.

Grazie per la disponibilità e l’attenzione che ha avuto nei miei confronti. Un carissimo saluto.

Gelsomina Viscione

Rodeo del Medio, 31.03.2000

Carissimo don Francesco,

questa settimana è arrivata la rivista "consudec" (Consejo superior de la escuela catolica) e sulla copertina annunciava la inaugurazione della scuola di Tintina. Subito ho pensato di mandare la fotocopia di tutto l’articolo, anche se ce l’avrete già. Mi ha fatto ricordare la tua visita qui, per la quale devo ringraziare di nuovo chi l’ha resa possibile: è stata un’esperienza veramente arricchente, che ha fatto bene a tutta la comunità.

Immediatamente dopo che sei partito, ho scoperto un "piccolo villaggio", qui vicino a noi, costruito con casucce di canne; ho provato una stretta al cuore, perché mai avevo visto qualcosa di simile. Una settimana dopo, per aver lasciato una candela accesa, si sono bruciate varie casupole e tante famiglie sono rimaste senza niente; ancora le stiamo aiutando con il pane di tutti i giorni, vestiti, materassi, ecc…

Stanno arrivando i primi freddi e arrivano a scuola bambini che tremano, quasi scalzi e senza niente addosso; tutti sono più di mille.

Il cortile sembra un vero formicaio. Sono iniziate tutte le attività pastorali, catechesi, gruppi per adolescenti e giovani, corsi pre-battesimali, ecc…: già non c’è più tempo da perdere.

Ho pure alcuni articoli del giornale Los Andes di Mendoza, che parlano della crescente povertà della provincia; cercherò di fotocopiarle e mandartele. Qui, nella scuola, diamo un panino a merenda ai più bisognosi: vedessi con che appetito lo aspettano! L’altro giorno è svenuto un bambino di terza, l’abbiamo portato dal medico e ci ha detto che la causa dello svenimento è stata la denutrizione!

La realtà è dura e con l’inverno che avanza, sarà ancor più cruda; i campi producono meno e si vende pochissimo.

Voi godetevi la primavera!

Auguri pasquali a te, a tutti dell’ufficio missionario, ai tuoi fratelli della parrocchia di Porto Sant’Elpidio, a tutti, con cuore grande, desiderando che con la Resurrezione di Cristo si rinnovi pure la nostra povera vita, dal di dentro: sia l’opportunità per convertirci davvero, una buona volta…

Con tanto affetto, sempre unita, vicina e riconoscente.

Suor Agnese L.

Saluti da Sr. Giovanilde!

Santiago, Julio 17 de 2000

Carissimo Don Francesco,

ho ricevuto in questi giorni "Marchemissioni". Grazie perché ci ricordano e pregano per noi.

Il 7 Agosto finisco il mio periodo di sei anni come provinciale dei salesiani del Cile. Sono stati sei anni di molto lavoro. I salesiani hanno 31 comunità religiose nel Cile, dal nord fino alla Terra del Fuoco. Sono più di 4000 Km. Siamo 250 salesiani.

In questi ultimi anni abbiamo fondato quattro opere; nel nord del Cile, nel deserto, abbiamo costruito una scuola industriale diurna e una notturna e abbiamo fatto il programma di studio con il Vescovo della diocesi. E’ stata fondata anche una Università per giovani lavoratori e sono circa 5000 quelli iscritti; a sud del paese, a Puerto Montt, abbiamo in un collegio circa 1400 bambini; infine, a Santiago abbiamo cominciato un’opera con i giovani drogati: questa iniziativa ci è costata molto, ma mi piacerebbe lavorare con quei giovani; alcuni di loro, dopo quattro anni di soggiorno nel nostro centro, si sono reinseriti nella società.

Fino a dicembre, lavorerò in una parrocchia e in un collegio a Punta Arenas, a circa 2000 Km. a sud di Santiago. Quest’anno ha fatto molto freddo lì: la temperatura arriva facilmente ai 15 gradi sotto zero.

Nel mese di dicembre ritornerò in Italia per passare il Natale con i miei genitori e fratelli. Se posso fare qualcosa per voi, lo farò con molto piacere.

Ti lascio il numero telefonico di mia sorella Ave (071 2075820) e quello di mia sorella Angela (0733 557650).

Mi fermerò in Italia per il Natale, tutto il mese di gennaio e i primi giorni di febbraio. Spero di vederti e fare qualcosa per le missioni. Chiamami a uno dei due numeri telefonici e ci metteremo d’accordo.

Scusami per il mio italiano: vedo che i 25 anni vissuti nel Cile mi hanno fatto scordare l’italiano.

Un ricordo nella preghiera.

Natalino Vitali

KAREPALLI, 28.07.2000

Carissimo Don Francesco,

pochi giorni fa mi è pervenuto il vostro periodico "Marchemissioni" che ho molto apprezzato.

Grazie! Esprimo il mio più sincero grazie per la generosa offerta a favore della nuova missione di Karepalli inviata dal vostro centro missionario diocesano.

Cercherò in futuro di scrivere più lettere, dove parlare dell’attività missionaria in atto in questa vasta zona dello Stato dell’Andhra Prodesh. Mi piacerebbe fare una visita in Italia ma continuo a rimandare. Nella zona dove è sorto un nuovo centro con 14 comunità cristiane sparse in 14 villaggi, mancano i catechisti.

Quattro cappelle sono state abbandonate, la povera gente ha portato via finestre, pietre per farsi una semplice dimora. Non li condanno, li benedico, perché se fossi stato nelle loro condizioni avrei fatto lo stesso.

In due o tre anni cercherò di continuare il lavoro missionario per rinnovare quattro comunità.

Questa è una zona popolata in maggioranza dai tribali Lambaulos-Koyos.

Il distretto di Khammom è molto vasto, confina con due grandi stati: Orissa e Madhya Predesh.

A 80 Km. da qui c’è la zona amministrativa di Gundala popolata dai tribali Koyos, ho il desiderio di andare là. Se Dio vuole, appena un Sacerdote del clero locale potrà mandare avanti la missione di Karepalli, con la benedizione del Vescovo mi trasferirò a Gundala, zona di foresta e di brigate rosse.

C’è bisogno del vostro sacrificio, della vostra cooperazione spirituale e materiale.

Ho fatto inviare lettere del Vescovo di Khammam a tutti i Vescovi delle Marche attraverso mio fratello Franco, ma non ho ricevuto nessuna risposta.

Parte della popolazione soffre a causa della tubercolosi, malattie infettive, malaria. Chi ha veramente spirito missionario farebbe di tutto per contribuire a risolvere i problemi dei poveri.

Prima di Natale, grazie ai contributi di tanti benefattori della diocesi di Fermo, Parrocchie e centri di Civitanova, Morrovalle, Montecosaro, spero di finire 14 casette da dare ai poveri.

Nel mese di Agosto la scuola e l’Hostel comincerà a funzionare.

Invio alcune foto della nuova missione di Karepalli.

Vi saluto. Pregate e preparate nuovi missioni. La messe è molta, gli operai sono pochi.

Saluti a te Don Francesco Leonardi, Annamaria Zengarini, tutti i membri del centro missionario e all’Arcivescovo Mons. Franceschetti.

Thank you. Godbless you.

Padre Orlando Quintabà

ORESEC, 3/1/2000

Ecc.mo Mons. Gennaro

Non ci conosciamo di persona, ma siamo uniti nello spirito.

Sono un vecchio missionario passionista di Sant’Angelo in Pontano, zio di Don Saverio Emiliozzi, che lavora da 6 anni in Bulgaria e mi trovo nel villaggio di Oresec, con oltre 2000 cattolici e con me lavorano 2 suore Vincenziane della Croazia.

Il danno fatto alla fede dal regime comunista è enorme ed è molto difficile riprendere le nuove generazioni, che hanno assorbito l’ateismo comunista, per cui la chiesa è frequentata solo dalle vecchie generazioni.

Il mio lavoro è concentrato sui giovani, solo una ventina frequentano più o meno la chiesa. Mi danno più fiducia i fanciulli, ai quali lungo la settimana viene fatto il catechismo, e quelli che frequentano sono circa 120. Manca lo stimolo dei genitori, i quali sono la maggior parte uniti illegittimamente e moltissimi sono i casi di divorzio.

In quest’anno giubilare celebro il 26 Febbraio il mio 50° anno di Sacerdozio e 75 anni di età. Per queste ricorrenze ho ripulito la grande chiesa di Oresec.

Il mio problema è un altro. Ho una seconda parrocchia nella città di Svistov, dove celebro nella piccola cappella, che prima del comunismo, serviva per un piccolo seminario passionista; può contenere circa una cinquantina di persone e diversi non vengono perché non trovano il posto.

Ho promesso che mi sarei interessato per la costruzione di una chiesa, capace di contenere almeno un centinaio di persone e la vorrei realizzare per quest’anno giubilare. Ancora non ho fatto il progetto perché non ho i fondi. Posso confidare su un aiuto valido dalla sua e mia diocesi?

Mi sentirei altamente fortunato se potessi comunicare al mio Vescovo Mons. Petko Xristov, che ho trovato qualcuno che in parte o in tutto ci darà una mano.

Ho parlato con Don Francesco, dell’ufficio missionario, il quale mi ha assicurato qualche adozione a distanza per bambini poveri ed ammalati e di questi ce ne sono tantissimi, perché tutta la popolazione vive in estrema povertà; lo stipendio mensile si aggira sulle 50 mila lire e le cose costano più o meno come in Italia, solo che la gente fa il sacrificio di non comprare quasi niente, accontentandosi di mangiare pane e cipolla.

Prostrato ai suoi piedi le chiedo una particolare benedizione perché possa continuare a spargere la parola di Dio.

Felicissimo Anno Nuovo 2000

P. Fortunato Grasselli