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Pellegrinaggio Diocesano a Loreto

 

Celebrare la fedeltà di Dio nella fedeltà degli uomini. é questo il senso del giubileo del malato celebrato venerdì 1 settembre a Loreto in occasione del pellegrinaggio Unitalsi (31 agosto - 3 settembre). La fedeltà di Dio si è resa visibile in alcuni presbiteri che rendevano grazie per il 25° e il 50° anniversario di ordinazione e in alcune coppie di coniugi che celebravano il loro 25° e il loro 50° anniversario di matrimonio. Celebrare il Giubileo infatti vuol dire festeggiare il Dio di Gesù Cristo che ha "messo a servizio della misericordia la sua onnipotenza", secondo la felice espressione di mons. Arcivescovo che ha celebrato l'eucarestia nella piazza antistante la basilica di Loreto.

Se Venerdì è stato il momento diocesano del pellegrinaggio Unitalsi, altri sono stati i momenti significativi per gli ammalati e il personale: l'adorazione silenziosa nella Cripta del pellegrino, il passaggio in Santa Casa, la celebrazione del sacramento della Riconciliazione, la liturgia della luce, la Via Crucis, la benedizione Eucaristica con il Vescovo Emerito mons. Bellucci, ma anche il servizio durante i pasti o la semplice presenza sotto il porticato. Il pellegrinaggio è anche ferialità  e gesti semplici.
Sabato sera c'è stata la festa di "arrivederci". Un organetto, una fisarmonica, un cembalo e due nacchere hanno risvegliato l'allegria nei malati che manifestavano la voglia di vivere in balli tradizionali e in canti folkloristici.

Domenica mattina Mons. Angelo Comastri, Arcivescovo di Loreto, ha salutato i pellegrini fermani nella celebrazione eucaristica.