INNO


Come un Angelo celeste
Presso al fonte della vita
Bambinello in bianca veste
Lo raccolse un Franco Re :
Un Pontefice gli addita
Le bellezze della fé.

Le blandizie della corte,
Il folgor di mitre e stole,
Degl'iniqui la coorte
Tutto vinse, disprezzò;
Del Vangelo alle parole
Sol s'attenne, s'ispirò.

Di magnanimi costumi
Si commosse all'indigenza:
Come nube di profumi
Grata ascende al suo Signor
La durata penitenza,
La fragranza del candor.

Pari a fulmine veloce
Rivolò di loco in loco:
Sprezza l'empio a la sua voce
Le profane voluttà;
Ov'Ei giunge accende il foco
Della Santa Carità.

L'aere, l'acque, il fuoco, i venti
Furon pronti a' suoi comandi:
Franse i ceppi a' delinquenti!
Ogni mal per Lui guarì :
Spezzò gl'idoli nefandi:
I demònii sbigottì.

O Leonardo, che assiso nei cieli
Ov' eterna a pace s'aggira,
Come un Angiol di gioia ti sveli
Ai tuoi figli che ploran quaggiù :
Tu proteggi chi canta, chi ammira
Lo splender di tue eccelse virtù.

Il tuo braccio che al Cielo protendi
Dell'Eterno lo sdegno raffreni:
Quella man che a lo schiavo tu stendi:
Stendi sempre a chi corre al tuo pie:
Mostra sempre i tuoi sguardi sereni
All'afflitto che implora mercé.

GlOACCHINO SCOTTI