I Misteri, vanno individuati nella trasformazione subita dalla Duecentesca Lauda che, nata in Umbria, si diffuse in Europa attraverso il movimento popolare dei Flagellanti. Sorta come composizione poetico-musicale, assunse presto i caratteri del dramma e confluì nella Sacra Rappresentazione. Sia le Laude sia le Sacre Rappresentazioni descrivevano episodi della Sacra Scrittura, privilegiando il tema della Passione. Il loro scopo era quello di educare il popolo ai Misteri della religione cristiana. Questi drammi, inizialmente, si svolgevano all'interno delle chiese ed erano recitati dallo stesso sacerdote. Più tardi uscirono sul sagrato e nelle piazze, perdendo progressivamente il loro contenuto sacro, e divenendo motivo di evasione e di divertimento.

La prima concreta traccia storica dei Misteri la troviamo a Firenze: per le Sacre Rappresentazioni venivano usati gli ingegni, figurazioni viventi di Santi e angeli sostenute da impalcature in legno. Nel Quattrocento rimase celebre la serie dei Misteri del Paradiso di San Felice creati dal Brunelleschi e descritti dal Vasari.
Nel Cinquecento per la processione del Sacramento si usava trasportare su barelle gruppi di uomini atteggiati come martiri e santi. C'era anche la tradizione delle Faci, che nel Molise il popolo chiama tutt'ora faglie o n'torce. Queste faci erano costituite da un fusto di pioppo ricoperto di cera, e terminavano con un grosso lucignolo ardente. Altri tipi di face erano composti da varie candele lunghe di forma più o meno rettangolare che, unite, componevano un grosso cero. Il peso di queste faci poteva variare da una a quattro libbre o più.

Le faglie erano principalmente due: quella dei contadini e quella degli artigiani. La prima era circondata da muschio e spighe di frumento ancora verdi, la seconda era sostenuta da due angeli scolpiti in legno. Erano inoltre adornate da nastri e ghirlande, e il loro trasporto era sottolineato da accompagnamenti musicali specificatamente caratterizzati dal punto di vista timbrico: la faglia dei contadini era accompagnata da pifferi e zampogne, quella degli artigiani da violini. A Campobasso queste faglie, inizialmente poste all'ingresso della Confraternita del Corpus Domini in Sant'Antonio Abate, rappresentavano un'allegoria della luce diffusa dal Cristianesimo sulla Terra. Si conservavano nella chiesa di Sant'Antonio Abate, eretta da contadini e artigiani, e furono scolpite a bassorilievo sugli stipiti della porta principale della chiesa, datata 1572.

Per i Misteri ogni anno l'oggetto della rappresentazione cambiava su decisione degli organizzatori della festa: Spesso, però, il motivo profano prevaleva su quello religioso, e nel Consiglio Sinodale del 22 aprile 1639 il Vescovo di Boiano Fulgenzio Gallucci proibì i Misteri, con la motivazione che: rappresentationes quaedamque potius populum ad risum quam devotionem movere possunt, omnino tollentur. Pertanto dal 1629 dei Misteri non si parlerà più fino a quando Paolo Saverio Di Zinno ideerà i suoi ingegni o ingigni.

Nella processione dei misteri,che si tiene nella Settimana Santa,l'ottavo Mistero e' quello di S.Leonardo. E' formato da sette personaggi: S.Leonardo in abito sacerdotale, che e' in alto sopra una nube sostenuta da un angelo, che si regge sull'alabarda del soldato, che, ritto sulla barella, custodisce i due prigionieri a terra nei ceppi. Ai lati del santo vi sono altri due angeli che si sostengono alla nube.

II Mistero e' alto m.3,60 e pesa Kg.435, portatori 14.

dal sito http://www.comune.campobasso.it/