
La prima concreta traccia storica dei Misteri la troviamo
a Firenze: per le Sacre Rappresentazioni venivano usati gli ingegni,
figurazioni viventi di Santi e angeli sostenute da impalcature in legno. Nel
Quattrocento rimase celebre la serie dei Misteri del Paradiso di San Felice
creati dal Brunelleschi e descritti dal Vasari.
Le faglie erano principalmente due: quella dei contadini
e quella degli artigiani. La prima era circondata da muschio e spighe di frumento
ancora verdi, la seconda era sostenuta da due angeli scolpiti in legno. Erano
inoltre adornate da nastri e ghirlande, e il loro trasporto era sottolineato
da accompagnamenti musicali specificatamente caratterizzati dal punto di vista
timbrico: la faglia dei contadini era accompagnata da pifferi e zampogne, quella
degli artigiani da violini. A Campobasso queste faglie, inizialmente poste all'ingresso
della Confraternita del Corpus Domini in Sant'Antonio Abate, rappresentavano
un'allegoria della luce diffusa dal Cristianesimo sulla Terra. Si conservavano
nella chiesa di Sant'Antonio Abate, eretta da contadini e artigiani, e furono
scolpite a bassorilievo sugli stipiti della porta principale della chiesa, datata
1572.
Per i Misteri ogni anno l'oggetto della
rappresentazione cambiava su decisione degli organizzatori della festa: Spesso,
però, il motivo profano prevaleva su quello religioso, e nel Consiglio Sinodale
del 22 aprile 1639 il Vescovo di Boiano Fulgenzio Gallucci proibì i Misteri,
con la motivazione che: rappresentationes quaedamque potius populum ad
risum quam devotionem movere possunt, omnino tollentur. Pertanto dal 1629
dei Misteri non si parlerà più fino a quando Paolo Saverio Di Zinno ideerà
i suoi ingegni o ingigni.
Nel Cinquecento per la processione del Sacramento si usava trasportare su barelle
gruppi di uomini atteggiati come martiri e santi. C'era anche la tradizione
delle Faci, che nel Molise il popolo chiama tutt'ora faglie o n'torce.
Queste faci erano costituite da un fusto di pioppo ricoperto di cera, e terminavano
con un grosso lucignolo ardente. Altri tipi di face erano composti da varie
candele lunghe di forma più o meno rettangolare che, unite, componevano un grosso
cero. Il peso di queste faci poteva variare da una a quattro libbre o più.
Nella processione dei misteri,che si tiene nella Settimana Santa,l'ottavo Mistero e' quello di S.Leonardo. E' formato da sette personaggi: S.Leonardo in abito sacerdotale, che e' in alto sopra una nube sostenuta da un angelo, che si regge sull'alabarda del soldato, che, ritto sulla barella, custodisce i due prigionieri a terra nei ceppi. Ai lati del santo vi sono altri due angeli che si sostengono alla nube.
II Mistero e' alto m.3,60 e pesa Kg.435, portatori 14.