Capo IX  - Ultimi anni del Santo.

Il Santo eremita molto tempo visse in quella foresta, concedendo al corpo il solo nutrimento necessario e macerandosi con digiuni e con le penitenze.

E questi digiuni e queste penitenze furono raddoppiati negli ultimi anni della sua vita. Egli meditava spesso la morte,l’attendeva con dolce rassegnazione e andava ripetendo spesso : “ O morte, morte tanto desiderata perché schiudi le porte alla vita, io ti saluto”

Un giorno che si sentì venir meno pregò i suoi compagni che lo trasportassero nella chiesetta che aveva fatto edificare, per morire diceva, fra le braccia della Madonna.

Volle essere disteso sul nudo pavimento e tenendo gli occhi fissi all’immagine della Madonna e al cielo piangeva e pregava.

Il suo viso, benché dimagrito dalla penitenza era bello e raggiante dall’aureola dei santi.

“Signore mormora con flebile voce Signore ecco il servo dei tuoi servi se ne muore.. sciogli i lacci che mi tengono ancora stretto alla terra ed io ti offrirò un sacrificio di lode… Come il cervo assetato desidera la fonte di acqua viva , così l’anima mia desidera venire a te, o mio Dio … Signore ,Gesù… ricevi la mia anima… Così dicendo spirò.

Era il 6 novembre dell’anno 559 (1)

Il suo corpo fu onorificamente seppellito nella stessa chiesa, sebbene poi per certa rivelazione e miracolo lo trasferirono in altro tempio sontuoso,appositamente costruito.

 

(1)     sembra questa la data più esatta agli storici. Il Trettemio invece la segna al 6 Novembre 546