Il
Santo eremita molto tempo visse in quella foresta, concedendo al corpo il solo
nutrimento necessario e macerandosi con digiuni e con le penitenze.
E
questi digiuni e queste penitenze furono raddoppiati negli ultimi anni della
sua vita. Egli meditava spesso la morte,l’attendeva con dolce rassegnazione e
andava ripetendo spesso : “ O morte, morte tanto desiderata perché schiudi le
porte alla vita, io ti saluto”
Un
giorno che si sentì venir meno pregò i suoi compagni che lo trasportassero
nella chiesetta che aveva fatto edificare, per morire diceva, fra le braccia
della Madonna.
Volle
essere disteso sul nudo pavimento e tenendo gli occhi fissi all’immagine della
Madonna e al cielo piangeva e pregava.
Il
suo viso, benché dimagrito dalla penitenza era bello e raggiante dall’aureola
dei santi.
“Signore
mormora con flebile voce Signore ecco il servo dei tuoi servi se ne muore..
sciogli i lacci che mi tengono ancora stretto alla terra ed io ti offrirò un
sacrificio di lode… Come il cervo assetato desidera la fonte di acqua viva ,
così l’anima mia desidera venire a te, o mio Dio … Signore ,Gesù… ricevi la mia
anima… Così dicendo spirò.
Era
il 6 novembre dell’anno 559 (1)
Il
suo corpo fu onorificamente seppellito nella stessa chiesa, sebbene poi per
certa rivelazione e miracolo lo trasferirono in altro tempio
sontuoso,appositamente costruito.
(1) sembra questa la data più esatta agli storici. Il Trettemio invece la segna al 6 Novembre 546